1. Il nome

Stamattina la maestra viene in classe e, chissà cosa le prende, fa:

“Bambini, a voi piace parlare, vero?”

Io mi metto subito sul chi va là perché quando comincia così dopo va a finire che ci scappa una nota sul diario perché dice che sono io che parlo e che invece non si deve,

Viceversa, questa mattina con un bel sorriso quella va avanti a dire che tutti parlano, e che bel dono di Dio è la parola, e meno male che abbiamo la parola così ci diciamo le cose che dobbiamo dirci uno con l’altro, e così via…

Allora io, tutta contenta che finalmente l’ha capita anche lei, mi volto verso la Luisina per finire di raccontarle quello che è successo ieri in cortile, che il Sebastiano si è pestato con mio fratello, e il suo papà è venuto giù e poi anche il mio e non vi dico…che a momenti si pestavano anche i papà.

Bene, la maestra non ha il coraggio di dirmi.

“Adelina non cominciamo, sta zitta se no ti faccio la nota sul diario”?

Insomma, era da immaginarselo. La parola, il dono di Dio eccetera, va tutto bene se è lei che parla. Noi, sempre zitte!

Allora comincia a fare un discorso sui nomi, che io credevo fossero Adelina, Luisina, Bernardo, Carlo, che bisogna perfino scriverli con la maiuscola proprio perché sono nomi. E invece stavolta salta fuori che anche ‘cane’ è un nome. Io non posso trattenermi e dico.

“Ma sarà un nome Fido, o Pluto, o Dick”

La maestra fa un sorrisino e una volta tanto non mi dà subito torto…

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