La prima guerra mondiale è stata causa di grandi lutti, ma anche di libri di grande qualità. Opere che, oltre al valore letterario, hanno quello della testimonianza : drammatica, critica, ma assolutamente veritiera. In Italia Emilio Lussu con Un anno sull’ altopiano, in Francia Galtier Boissière con La fleur au fusil, in Germania Edlef Koppen con Bollettino di guerra.

"Sono nato il 1 marzo 1893. Per questo nell’agosto 1914 potei arruolarmi volontario nell’esercito, che servii dall’ottobre 1914 fino all’ottobre 1918 col massimo impegno, come artigliere, caporale, sottoufficiale, vicemaresciallo, aiutante, sottotenente della riserva, sul fronte occidentale e orientale. Lo feci con entusiasmo, con senso del dovere, a denti stretti, con disperazione, tanto che mi conferirono la croce di ferro di prima classe e poi mi rinchiusero in manicomio".

Questa  la stringata nota biografica dell’autore tedesco. Dà il tono dell’uomo e del libro. Niente retorica, solo fatti e un giudizio finale implacabile : la guerra è follia.
Un giudizio che portò ostracismo e difficoltà a Koppen in vita. La sua esistenza fu breve, finì nel 1939 fiaccata dalle ferite di guerra e dalle angherie naziste. Il suo libro è rimasto e rimarrà.

 

 

Edlef Koppen
Bollettino di guerra
Oscar Mondadori