Un tempo, esisteva l’abitudine, tipicamente borghese, di tenere i rapporti sociali recandosi in visita. Spesso si preavvisava, ma non sempre. Sempre però veniva lasciato un segno del passaggio, il biglietto da visita, che nel suo significato rende evidente la funzione.

Norman Douglas (1868-1952), raffinato scrittore anglo / scozzese / tedesco, eccentrico bon vivant tra fine Ottocento e prima metà del ‘900, raccolse, o immaginò di raccogliere, i biglietti che riceveva e li usò per una vivacissima collezione di ricordi autobiografici:  ritratti lampo, considerazioni che nella loro leggerezza sono profonde, giudizi o condanne, quando il caso lo imponeva.
In attesa di una raccolta di sms, da parte di un altrettanto geniale autore contemporaneo, Douglas è una goduria.

Norman Douglas
Biglietti da visita
Adelphi