Gloria Origgi è una giovane donna che ama i ricordi e ama scriverne. Questo fatto di solito è una trappola, perchè i ricordi sono interessanti per chi li ha, quasi mai per chi li vive come lettore e come estraneo ai fatti.
A meno che l’ autore abbia il misterioso talento della scrittura. Misterioso è, perchè non dipende da regole nè da cultura. C’è chi lo ha, innato e felice, e chi non lo acquisisce in anni di tentativi.

La signora Origgi ha abbondante questo dono. Ci fa la sorpresa di raccontare di sè, ed è come se raccontasse di noi.
Il titolo del libro nasce da un modo di dire, un’ espressione comune che si potrebbe tradurre ‘La figlia di nessuno’. Gloria ha raccolto, indicativa collezione, molti modi di dire : da ‘Signorina tu mi stufi’ a ‘La pescivendola del sottoportico di Pozzuoli’. Ciascuno dà lo spunto a un capitolo del testo. L’ autrice li usa come lampi di memoria per far scattare le associazioni che lei trasforma in ricordi.
Si stabilisce un legame tra autore e lettore in questo libro, quasi uno scambio di ruoli. Cosa rara.

Gloria Origgi
La figlia della gallina nera
nottetempo, 2008