Oltre 400 pagine di un ricamo elegante, intessuto di parole che danzano con consapevole pacata irruenza, istintive e laceranti, confezionate con stile ricercato e prezioso. Sorprendente una così grande qualità in così tanta quantità.

Un giallo che rifiuta il confinamento su un binario univoco: indaga vicende, ma soprattutto approfondisce comportamenti, atteggiamenti e dinamiche umane; fornisce una geomorfologia di una società attuale con molti vizi e ben poche virtù che l’autore descrive con meticolosa precisione e lasciando sempre al lettore l’onere del giudizio. Una sorta di laboratorista che testa cellule cancerogene rilasciando lucidi report sul risultato delle analisi, che generosamente offre al Primario per la diagnosi definitiva.

Personaggi che ruotano attorno all’oppressione del potere e che sono essi stessi, come immersi nel vortice di una girandola, sia dominati che dominanti. Racchiuso in una sola famiglia c’è un vasto campionario di manie di grandezza e fobie, onnipotenze e debolezze, ricchezza economica e degrado sociale. I personaggi principali sono “arricchiti” da disagi psichici o psicologici attraverso i quali confezionano fantasmi personali che ricercano, scrutano, studiano, e combattono altrui fantasmi. Personaggi enormi che implodono nella loro stessa ferocia, dalla quale non restano immuni nemmeno le vittime, e che nella deflagrazione devastano il mondo circostante. Sia quando è deturpamento della natura (divinamente descritta), sia quando – per rivalsa o vendetta – ad essere colpito è il mondo del malaffare economico e del potere colluso.

C’è un sottofondo robusto di sentimenti che si fa spazio tra le crudeltà, la sciatteria ed il malanimo. L’amore tra un fratello ed una sorella, vissuto con una sottile vena onirica che pare sbiadire con il decadere degli eventi, è in realtà un amore primordiale che vive oltre i corpi, oltre la vita ed oltre la morte.
Stracolmo di flashback, spesso la storia e l’indagine procedono a ritroso per dimostrare che la violenza di un avvenimento “definitivo” per quanto cruento è poca cosa rispetto alla ferocia dei fatti che l’hanno generato.

Recensione a cura di: Vincenzo Zoda
Titolo: La Ferocia
Editore: Einaudi

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