Scrivere di sesso oggi è comunissimo, spesso pura speculazione, quasi sempre noioso. Non perchè sia noioso il sesso, piuttosto perchè le descrizioni o le azioni non fanno la differenza, è l’immaginazione, la testa, non il corpo, che conta.

‘Mes pensées ce sont mes catins’ diceva Diderot (le idee sono le mie puttane). E Palazzeschi ‘La fantasia è il mio sesso’.

Di Palazzeschi propongo Interrogatorio della Contessa Maria.

Non interrogatorio in senso stretto è lo svolgimento, bensì dialogo continuo : confronto tra un giovane e una signora di 35 anni (oggi età giovanissima, al tempo della redazione del libro età di mezzo).
Lui è curioso e lei non si ritrae dal soddisfare le sue domande. Lui vuol sapere il perchè di una vita dissoluta, così come la definisce. Lei, Maria, gli spiega in modo diretto la sensualità naturale che la possiede, senza pretesti né infingimenti.
Tutto di testa è l’erotismo dell’argomento, mai esplicito. Lo scrittore lo svolge con abilità tale da far dire a molti suoi commentatori : la Contessa Maria è Palazzeschi.
Non sembra così importante questa identificazione, semmai spiega la grande partecipazione dell’autore e la grande seduzione del racconto.

Aldo Palazzeschi
Interrogatorio della Contessa Maria
Mondadori