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La chimera di Sebastiano Vassalli esce nel 1990 nella collana dei “Supercoralli” di Einaudi, in edizione rilegata, con in sovraccoperta il disegno di Giuliano della Casa “Il merlo della Pomposa” (1984). Il dipinto rimane in copertina anche per l’edizione brossurata della collana “Einaudi Tascabili” del 1993 e per le seguenti edizioni di Einaudi Scuola (1993), “I Miti” Mondadori (1996) e Mondolibri (2000). Il romanzo è ambientato agli inizi del Seicento a Zardino, un villaggio scomparso della pianura novarese, e racconta la storia della giovane esposta Antonia, abbandonata appena nata sul torno della casa di carità di San Michele e adottata a dieci anni da una coppia di contadini. Inquisita come strega a causa della sua incredibile bellezza e libertà di spirito, Antonia muore arsa sul rogo all’età di vent0anni. Ripercorrendo gli anni duri del secolo della Controriforma, l’autore fa rivivere nelle sue pagine personaggi emblematici come il vescovo Bascapè, il bandito Caccetta, i camminanti e i risaroli, dipingendo «un mondo di miserie, brutture, fanatismo e superstizioni», al fine di raccontare, attraverso una storia emblematica del passato, il «nulla» che contraddistingue i nostri giorni. Tra le opere più significative di Vassalli, oltre alla Chimera, ricordiamo: La notte della cometa (1984), L’alcova elettrica (1985), Marco e Mattio (1992) e il recente Le due chiese. (Barbara Raveglia)

La chimera, con le sue attuali nove edizioni italiane, tredici in lingua straniera e le circa cinquanta ristampe, rappresenta l’opera che ha consegnato alla notorietà l’autore novarese Sebastiano Vassalli. Presentato tra le novità di gennaio-febbraio dell’anno 1990 dalla casa editrice Einaudi nella collana “Supercoralli”, il libro attira subito l’attenzione di molti critici e gli articoli che gli vengono dedicati ne accrescono l’interesse tra il grande pubblico. Si discute da subito sulla sua valenza letteraria – un romanzo storico di ritorno, dopo il periodo fortemente sperimentale al Gruppo 63 – che riconferma la direzione presa da Vassalli con L’oro del mondo (1987), sulla vicinanza temporale tra la vicenda di Antonia, strega di Zardino e il Seicento dei Promessi Sposi, mettendo però in risalto il carattere propriamente anzimanzoniano di un «sagace lettore del Manzoni»; infine si dibatte sulla valenza culturale di un racconto basato su precise ricerche storiche e sulla presenza di documenti che ne testimoniano gli avvenimenti.

Particolarmente interessanti sono gli articoli di Carlo Bo e Maria Corti: nell’articolo su “La Repubblica”, la Corti, alla domanda se si possa parlare di romanzo storico, risponde: «Sì, ma in accezione tipicamente novecentesca, cioè storico e simbolico insieme; anche se offre la datazione annuale degli eventi […] è biografia all’infinito del genere umano, in quanto dietro il ricco intreccio di vicende e la creazione di indimenticabili personaggi c’è un critico e amaro interrogarsi dell’autore sul senso delle cose, sul perché del loro intrecciarsi così bizzarro». Così Carlo Bo, interrogandosi sul “Corriere della Sera” sul fine letterario della Chimera afferma che «Vassalli non stenta a riconoscere i tratti comuni fra quel passato sepolto per sempre e le illusioni nel nostro presente».

La chimera partecipa nel suo anno di uscita a ben quattro concorsi letterari, aggiudicandosi in due occasioni il premio principale. Il 12 luglio, a Villa Giulia a Roma, vince – con 174 voti su 414 – la quarantaquattresima edizione del premio Strega; il 1° dicembre è la volta del premio Napoli di narrativa. La chimera entra poi come finalista al Campiello e partecipa al premio della Società Lucchese dei Lettori.

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Comments

  1. Davvero molto, molto interessante! A scuola purtroppo non è un testo che i ragazzi apprezzano facilmente io, per esempio, mi ci sono avvicinata solo in età adulta e senza che nessuno me ne imponesse la lettura. Nonostante quest’aspetto, comprendo la necessità di far avvicinare a un romanzo tanto importante per la nostra letteratura anche i più giovani. Leggere “La chimera” è stata un’esperienza molto importante per il mio percorso di crescita e, ora che ho avuto la possibilità di apprendere anche queste piccole curiosità, sono certa di poterlo apprezzare ancora di più.
    Grazie

  2. “La chimera” è un testo che, imposto a scuola, come hai ricordato tu, non viene particolarmente apprezzato. Un po’ perché, diciamocelo, chi vuole leggere su costrizione del professore? E in parte perché non è un testo di agile lettere per un giovane liceale. “La chimera” è un romanzo che si assapora con il tempo, con la maturità giusta per apprezzarne al meglio lo stile e il senso. Grazie a te, Noemi.

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