pignotti
Credo si parli troppo poco di Pignotti, saggista, poeta, e altro, e che bisognerebbe mettere un po’ d’ordine nella sua produzione, qualcuno dovrà farlo prima o poi. Attenendoci però al nostro Il supernulla. Ideologia e linguaggio della pubblicità, Guaraldi 1974, facilmente acquistabile su MareMagnum (ve ne sono più copie anche sotto i dieci euro), diciamo che è un libro divertente e inquietante allo stesso tempo.

Divertente perché vivo e ironico nello smascherare i trucchi del linguaggio pubblicitario, le sue funzioni, spesso imprevedibile nelle formule che usa e nello stile. Ma lascia anche un forte amaro in bocca quando ci costringe a realizzare il peso del vuoto spinto che incombeva sulla testa delle persone nel 1974 e che presumo si sia ulteriormente appesantito – scusate il bisticcio – negli ultimi anni. Un supernulla, come lo chiama lui. Un supernulla che contiene piuttosto comandi che messaggi e tutti i dettami di un articolato galateo che ci conforma all’interesse di una classe (si può ancora usare questa parola?) dominante.

“Qual è il movente della pubblicità?” si chiede l’autore “Inquadrare nel gregge il singolo suggerendogli l’idea di esserne fuori”.

@Massimiliano Varnai