Tipico autore sradicato dall’Italia e vissuto per il mondo (soprattutto a New York), Niccolò Tucci, scrivendo in inglese prima e in italiano poi, fu, come direbbe Bernard Pivot, un perfetto rappresentante del ‘doppio io’.

Il Segreto, primo libro pubblicato in Italia, racchiude due mondi: quello toscano (il padre) e quello newyorkese (la città madre).
Esempio del primo: "I cipressi in Toscana sono i cani da guardia del mondo vegetale…Un cipressaccio spelacchiato, che non ha mai fatto ombra nemmeno a una lucertola, era famoso, sulla strada di Guntalmatico, perchè lì ci si fermò Carlo Quinto a fare i suoi bisogni (‘Qui si Degnò di Versare Sue Grazie’)."
Esempio del secondo:"E poi c’era Vieri, il sognatore, che viveva nella immensa città di New York.
Dall’alto del George Washington Bridge, che non è proprio un ponte, ma un sogno delicatissimo di ragnateli e fiammiferi, Vieri vedeva spesso le torri di New York in fondo all’orizzonte, e diceva tutte le volte ‘Guarda i balocchi delle nuvole’".

In comune, i due mondi hanno sensibilità, ironia e il savoir vivre per niente superficiale, di un gentiluomo affascinante di intelligenza oltre che di modi.

Niccolò Tucci
Il Segreto
Garzanti