Ecco un titolo, Retroscena, di Mario Carli, che si può far proprio, secondo le tasche e la propria idea di libro, in due modi assai differenti: in prima edizione o nella sua ristampa, avvenuta a settantacinque anni di distanza. Più di mille euro separano le due edizioni di questo inclassificabile, improvviso, stra-moderno romanzo, un’opera che obbliga a riflettere su cosa sia il romanzo tanto ribalta e mette alle corde il genere stesso cui appartiene.

“Lasciatemi divertire!” ci dice l’autore attraverso l’ultimo dei quattro spassosi esergo, quello a firma Palazzeschi. La prima edizione è del 1915, del 1980 la sua unica (che mi risulti) ristampa, a cura di Mirko Bevilacqua, nella curiosa collana Gli Arabeschi diretta da Ferruccio Masini per l’editrice Espansione. Collana che annoverava al suo interno altri quattro notevoli operazioni di ripescaggio: L’anima dell’uomo sotto il socialismo, di Wilde, Messalina di Jarry, Il libro delle streghe di Giacomo I Stuart e La gnosi del melibeo di Lucini. E che dopo questo sforzo di effimera archeologia, è sparita, lasciando però piccola e gloriosa traccia.

@Massimiliano Varnai

 

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