L’uomo va da sempre in cerca di praticità, compattezza, velocità di esecuzione, strumento. Qualcosa che aiuti e sia lì con te, che integri. Ora, sotto gli occhi di tutti, può essere il tablet o lo smartphone, un decennio fa era il computer portatile, prima ancora ci s’ingegnava in altri modi. Alla questa necessità strizza infatti l’occhio questo Il poliglotta pratico, Vallardi 1913, “Moderno dizionario parallelo” come recita il sottotitolo “nelle lingue Italiano, Francese, Tedesco, Inglese”.

Non ho purtroppo le competenze linguistiche per parlarne da questo punto di vista, ma l’oggetto è curioso, indubbiamente, costruito per essere mosso, trasportato, rilegato come lo si vede, in una sorta di pochette con tanto di bottone, da mettere in valigia o in borsetta per le lunghe traversate in treno del vecchio continente. Un gioiello di grande praticità, lo si sarebbe definito all’epoca, all’alba della Prima Mondiale che purtroppo avrebbe reso quelle lingue belligeranti fra loro.

@Massimiliano Varnai

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