Armando Torno rivaleggia con Umberto Eco e Giuseppe Marcenaro nel possesso di libri.
Ne ha migliaia, da anni li compra dovunque, da sempre li legge tutti e, soprattutto, li conserva.
Quest’ultimo punto viene a proposito nel proporre il suo lavoro più recente: il paradosso dei conservatori.

Il paradosso è che tutti noi, proprio tutti, ci definiamo progressisti, ma siamo così attenti alla nostra condizione da essere necessariamente conservatori. Anche se non lo sappiamo. O facciamo finta di non saperlo.
Il libro è pieno di amabili provocazioni. Torno è tutto amabilità. Anche quando irride lo fa con tolleranza, senza crudeltà, solo ironia. Vedete le intestazioni dei capitoli: Conservare la virilità, o Conservare le burocrazie o Conservare noi stessi.
Il libro poi, è una miniera di altri libri. Poichè li conosce tutti, Torno cita autori seguendo un suo viaggio mentale che va dai Greci ai contemporanei. Dimostra quanto sia utile riporre nella propria testa idee della più varia provenienza e di tutte le età.
Torno è un conservatore. Intelligente.

Armando Torno
il paradosso dei conservatori
Bompiani, 2011