“Faccia bello o faccia brutto alle cinque della sera vado al palazzo Reale.  Sono io quello che si vede seduto al banco d’Argenson. Mi faccio compagnia da me….”
In non più di dieci righe, all’inizio del racconto Il nipote di Rameau Diderot presenta l’intero illuminismo, teoria e pratica.
Straordinaria capacità di stringere il pensiero e di usare il linguaggio, magnifico francese, per comunicare con se stesso soprattutto, con i suoi simili talvolta.
Quest’anno è il tricentenario della nascita di Diderot. Non sembra che agli italiani interessi. L’ennesima dimostrazione di indifferenza per l’intelligenza, il coraggio, e la poesia di una persona geniale come ‘le philosophe’ per eccellenza.

Denis Diderot
Il nipote di Rameau
Bur, Rizzoli