Trovo che, a distanza d’anni, il Menabò numero 10  del 1967, sia sempre di più un oggetto su cui soffermarsi, un libro da avere. È l’ultimo dei volumi Einaudi Il Menabò Letteratura, ed è interamente dedicato a Vittorini, fondatore del progetto editoriale, un anno dopo la sua morte, datata 12 febbraio 1966.

La composizione grafica è quella straordinaria dei Menabò, ma con qualcosa in più: il nome di Vittorini che troneggia, insieme a “Progettazione e letteratura” (titolo del saggio di Calvino, ma ancor più parole “di” Vittorini), su una dominanza di blu e azzurri e di neri). La redazione affidata a Raffaele Crovi (di cui abbiamo parlato recentemente in questa rubrica), il volume contiene un aggiornamento del Diario in pubblico di Vittorini, relativo agli anni 1961 -1965, intitolato “La ragione conoscitiva”, e saggi di Leonetti, Calvino, Rago e Guglielmi.

Nel mezzo, fuori testo, una decina di fotografie di Carla Cerati, intitolate complessivamente “Per un ritratto di Vittorini”, che, fra tutto, non possono che commuovere almeno un po’.

@Massimiliano Varnai

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