Le ventose lande scozzesi, un maniero decadente in pieno stile romantico e le vicende della famiglia Ballantrae sono lo sfondo di questo affascinante romanzo di Stevenson. Ma la vicenda vera e propria si sviluppa sul tema, tanto amato dall’autore, della doppiezza dell’indole umana.
Due fratelli sono i protagonisti del romanzo. James il primogenito arrogante, approffittatore e scaltro, e Henry il secondogenito ingenuo e servile nei confronti della propria famiglia nonostante la predilezione di tutti verso il fratello maggiore. James abbandona il castello per seguire una vita raminga e fatta di baldoria nelle taverne, ma riesce sempre a ricordare la via di casa quando si tratta di chiedere soldi all’anziano padre. Henry, dal canto suo, rimane ad occuparsi della tenuta dei Ballantrae, ormai in rovina. E la storia si sviluppa durante gli anni raccontando le vite dei due fratelli, la loro rivalità e il loro odio. Ma piú il tempo passa, piú ci si accorge del legame tra i due personaggi, cosí che alla fine, quando le vicende si concludono nelle foreste dell’America del nord, non è quasi possibile distinguere nettamente James da Henry.

Stevenson si diverte ad indagare l’animo umano con i suoi vizi e i suoi segreti, ma sopratutto con i suoi punti di contatto tra rettitudine e ambiguitá, riproponendo in chiave storica il tema del dottor Jekyll e Mr. Hyde. Ancora una volta Stevenson lega a doppio filo personaggi agli antipodi tra loro, ma che, in fondo, sono i due lati della stessa medaglia. Opposti e inseparabili.

Vivace e avventuroso l’autore inganna anche il lettore costringendolo prima a prendere le difese di uno dei due protagonisti e successivamente a dubitare della propria scelta. In questo romanzo emerge tutta la scaltrezza narrativa di Stevenson che rende la lettura piacevole e intrigante.

 

 

Recensione a cura di: Lorenzo Grazzi

 

 

Autore: Robert Louis Stevenson

 

Editore: Garzanti

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *