Siamo in compagnia dell’esperto Giacomo Coronelli della Libreria Antiquaria Pontremoli, che oggi ci parla di un libro bellissimo…

Il libro bellissimo è il libro imbullonato di Fortunato Depero, libro che è stato assurto all’onore delle cronache recentemente per via di un grande progetto di ristampa anastatica negli USA.

Il progetto è stato molto sentito, è stata promossa una raccolta fondi su internet per la ristampa ed è stata molto partecipata – istituzioni, privati, ecc, – perché il libro lo merita. L’obiettivo era quello di portarlo non solo nel mondo del collezionismo, dove è ipernoto, ma anche in quello di tutti i giorni. Questo perché il libro circoli e possa essere apprezzato dagli operatori del settore, come, per esempio, i grafici.

Perché?

Anzitutto per via dei bulloni: l’idea nasce dai campionari commerciali, che hanno sempre delle vitine, sono degli albumini. La differenza, qui, sta nel fatto che Depero concepisce un formato “enorme” e con dei bulloni che si utilizzavano per i macchinari; è qui che nasce il concetto del libro-macchina. L’interno è un tripudio di invenzioni di Depero, un portfolio in cui l’artista cerca di evidenziare tutto ciò che si può fare con i caratteri tipografici, con i cliché, con i disegni in bianco e nero, simil incisioni, ecc…

Molto interessanti sono anche le quotazioni intorno a questo libro che, negli ultimi anni, sono cresciute tantissimo. All’inizio del nuovo millennio lo si poteva trovare intorno ai 10-15.000 €; oggi un esemplare in buone condizioni, come quello che stiamo esaminando, è proposto a 25.000 €, ma sul mercato internazionale tocca anche i 30-35.000 €. Si tratta di un libro internazionale, ricercato sia dai grossi collezionisti, sia dalle istituzioni internazionali.

Il Futurismo è finalmente riconosciuto a livello internazionale. Esistono libri che detengono un primato, questo ha il primato di passare dalla pura dimensione libresca a una profondamente oggettuale, un oggetto d’arte. Depero aveva addirittura progettato un cuscino per appoggiarvi sopra il libro. Girava la battuta per cui negli slogan si leggeva “Non lo puoi mettere in biblioteca, è un libro anti-libro.

Giacomo Coronelli

 

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