Datato 1253 e commissionato dall’Infante don Fadrique, fratello di Alfonso X El Sabio.
Diverse sono le ipotesi sulla genesi e la diffusione dell’opera: da una fonte sanscrita sarebbe stata realizzata una versione in pahlevi, a sua volta tradotta in greco e in arabo, quest’ultima sarebbe servita per la traduzione antico-spagnola. L’altra origine pensata sarebbe quella persiana. Successivamente si è pensato ad una redazione ebraica.
E’ il prologo a esplicitare le ragione che hanno spinto l’Infante a commissionare la traduzione.
Tra i principali temi figurano la concezione del sapere, gli inganni delle donne, il rapporto tra il re e i suoi confidenti, l’educazione del principe.
Il sapere è uno dei temi di maggior rilievo, come processo di perfezionamento interiore.
La misoginia è un altro dei temi centrali dell’opera. La capacità di discernere tra bene e male è ritratto negli intrighi di corte e nel rapporto marito-moglie.
Ma a ben vedere il libro offre anche un’immagine femminile positiva.

Sendebar, Il libro degli inganni delle donne.

Paola, Pavia.