L’aggettivo è dovuto al fisico, statura, peso, apparenza, ma naturalmente anche all’umanità della persona e al talento dello scrittore.
Il gran lombardo è Carlo Emilio Gadda.
E’ anche il titolo di un ritratto di Gadda che Giulio Cattaneo publicò nel 1973, poco prima la morte dell’amico.

E’ un libro redatto da Cattaneo, ma scritto da Gadda.
Grande sensibilità del biografo è questa, perchè raccontare di Gadda e non far parlare Gadda è impossibile, tanto vivaci, ironici, intelligenti sono i commenti, i ‘detti’ del biografato.
Cattaneo stesso dice nel prologo quanto Gadda fosse raccontatore, a voce, di sè, degli amici e dei nemici. E, come esempio del tipo di biografia che ha in mente, cita Samuel Johnson e Boswell, sua voce narrante.
Con molta finezza Cattaneo nota e riporta, introducendo avvenimenti e legando tra loro vent’anni di amicizia.
Si ha rimpianto che solo vent’anni siano ricordati, si vorrebbe non finire mai.

Giulio Cattaneo
Il gran lombardo
Einaudi