Solo una lunga gestazione può aver generato la qualità raffinatissima de Il giorno del giudizio.
Salvatore Satta racconta la famiglia, i sentimenti di odio e amore che ne nascono, esplora le relazioni tra gli abitanti della città nella quale colloca la storia, descrive natura e paesaggio quasi fossero vivi.
La scelta delle parole, straordinariamente aderenti nei significati e nei suoni ai temi svolti, svela la continua convivenza dell’autore con l’opera.

Lo scrittore, giurista illustre, nato a Nuoro, professore a Roma, pensò per trent’anni al racconto. Un modo per esplorare la propria vita e, come sempre, raccontare di sè scrivendo di altri.
Il volume, pubblicato postumo dalla Cedam nel 1977, ebbe una traumatica vicenda editoriale: un incendio bruciò il deposito dell’editrice e poche copie dell’edizione sopravvissero.
Fu l’ultimo segno del continuo contatto con la ‘fine’ che Satta nutrì sempre. Non è bastato, per grande fortuna, a far dimenticare nè la storia nè l’autore.

Salvatore Satta
Il giorno del giudizio
Adelphi