Questo libro, curato da Jean Breschand, ci propone un viaggio alla scoperta del “documentario” raccontandoci la sua nascita e le sue evoluzioni. L’idea del documentario nasce nel 1930 e il suo pioniere è John Grierson con l’intento di conciliare arte e realismo.

Partendo da questo presupposto, l’autore comincia a descriverci il “cinematografo” inventato dai Lumière il cui scopo era quello di raccogliere temi ed inquadrature definite “temi di attualità” in cui le immagini non hanno niente di oggettivo ma sono frutto di sollecitazioni tecniche. Ci parla di due figure molto importanti e totalmente opposte : Robert Flaherty e Dziga Vertov. Flaherty tende a concentrarsi sulle riprese del momento mentre Vertov punta al montaggio e si affida completamente ad esso e ad esplorarne le svariate potenzialità. Per meglio comprendere lo stile dei due autori, Berschand ci proporrà un’attenta analisi di due film : “Nanuk- l’eschimese” (Flaherty) e “l’uomo con la macchina da presa” ( Vertov). “L’uomo con la macchina da presa” apre le porte al cinema sperimentale : solo quest’ultimo, grazie al montaggio può riprodurre la realtà e la verità. Da qui si arriverà al documentario come una sorta di vero e proprio impegno sociale : un documentario che smette di guardare e crea nel film un luogo idealizzante in cui i legami finiscono con l’essere creati artificialmente piuttosto che essere esplorati. I cineasti vedono il cinema come una vera avanguardia che andrà via via sviluppandosi e dando spazio alle creazioni più disparate. Con questo libro l’autore mette l’accento non solo sul documentario come forma cinematografica ma anche la sua “biografia”vale a dire la sua nascita,la sua crescita e i suoi sviluppi imprevedibili. E’ certamente un volume adatto agli appassionati e studiosi di cinema, non si tratta di una lettura scorrevole come un romanzo ma perlopiù di un approfondimento riguardo un determinato tema. Ho trovato interessante potermi rapportare con una categoria di cui non sapevo molto e di cui probabilmente non si sente molto parlare se non in determinati contesti. Il libro propone anche diverse analisi su alcuni film selezionati ed offre un ottimo spunto per chi volesse vedere un qualcosa di più “ricercato” sia per curiosità che per hobby.

Recensione a cura di: Cecilia Carbonaro
Autore:  Jean Breschand

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