Fondato nel 1995 con l’intento di promuovere il libro antico in rete, Maremagnum.com è, ad oggi, il più importante sito italiano per la ricerca di libri antichi, usati, introvabili e fuori catalogo. Il nostro obiettivo è farti trovare quello che pensi sia introvabile! Su Maremagnum.com hai la possibilità di effettuare una ricerca tra oltre 10 milioni di libri, stampe, fumetti, periodici, autografi e tanto altro ancora. Amore per il libro e sete di conoscenza sono gli ingredienti con i quali lavoriamo tutti i giorni.

Edizione 1921 20° Migliaio. Incisioni del De Carolis con timbro a secco all’occhiello

 

«In una stretta strada senza sole di Barcellona, viveva, non molto tempo fa, uno di quegli uomini dal volto pallido, dall’occhio cupo, infossato, uno di quegli esseri satanici e bizzarri che Hoffmann strappava dalle loro tombe nei sui sogni […] Prendeva un libro, ne sfogliava le pagine, ne tastava la carta, ne esaminava le dorature, la copertina, le lettere, l’inchiostro, le pieghe e la disposizione dei segni attorno alla parola finis; poi lo cambiava di posto, lo metteva su un ripiano più alto e restava per ore intere a guardare il titolo e la forma[1]

I bibliofili, che genti bizzarre sono costoro che amano trascorrere il loro tempo rinchiusi in luoghi ricolmi di libri!
Leggono?
Anche.
Fanno ricerche?
Sì, può essere.
Ammirano i loro volumi?
Certo, ma non solo, fanno molto di più.
Essi provano una sorta di venerazione per i libri, ne ammirano ogni particolarità, ne respirano il profumo e se ne prendono cura.
Essi possiedono, molto spesso, grandi biblioteche personali ma sanno anche apprezzare i volumi custoditi in altri luoghi non di loro appartenenza.
Essi sono i cultori del bello, figli di quegli intellettuali che fin da Aristotele e Cicerone, passando per Petrarca e Boccaccio, hanno imparato ad apprezzare l’oggetto libro.
In realtà sarà solo con l’invenzione della stampa – a partire dalla seconda metà del Quattrocento – e con le opere di Aldo Manuzio[2] – che rese il libro più maneggevole e facilmente trasportabile – che la bibliofilia può effettivamente iniziare a diffondersi nelle società dell’epoca.
Da questo momento gli amanti del libro iniziano a ricercare i testi rari, edizioni specifiche, esemplari stampati in particolari tipografie.
Come sempre però, ogni medaglia ha due facce e, se da una parte abbiamo la diffusione della bibliofilia, dall’altro troviamo la sua peggiore degenerazione capace di tutto, persino di uccidere, pur di ottenere un particolare volume.
La bibliofilia si tinge così di tinte oscure e si trasforma in un’insana bibliomania.

Edizione in 4 volumi. Rilegati in cartone e pelle incisa al dorso

 

«Il bibliofilo sa scegliere i suoi libri: il bibliomane li ammucchia. Il   bibliofilo aggiunge libro a libro, dopo averlo sottoposto a tutte le possibili analisi dei suoi sensi e della sua intelligenza; il bibliomane ammassa i libri gli uni sugli altri senza guardarli. […] L’innocente e deliziosa febbre del bibliofilo è, nel bibliomane, una malattia acuta che arriva al delirio. Giunta a questo grado di parossismo fatale, non ha più nulla di intelligente, e si confonde con tutte le altre manie[3]

Manie che, dopo la Rivoluzione francese, non fanno altro che essere fomentate dalla comparsa dei primi cataloghi di bibliofilia, le prime società di bibliofilia – specialmente in Gran Bretagna – e i le prime riviste specializzate – come a esempio la fiorentina La Bibliofilia del 1898.
In questo fervore di menti, mantenere il giusto equilibrio per evitare di scadere nella bibliomania, diventa sempre più difficile anche per i letterati dell’epoca che iniziano a mostrare un notevole interesse per queste strane figure che si aggirano per mercatini e biblioteche alla ricerca di specifici volumi da osservare, analizzare e annusare.
Ebbene sì, perché, davanti a opere di indubbia meraviglia, il bibliofilo gode di ogni singolo dettaglio renda unica quella copia apprezzando persino quelle pagine ancora intatte, non tagliate; so che può sembrare assurdo e incomprensibile ma il suono e l’odore sprigionato dalle quelle pagine ha davvero qualcosa di sublime.

Prima edizione ottobre 1988

«La loro ammirazione si appunta soprattutto su quelli che hanno ancora diverse pagine intonse, sfuggite al taglio del legatore.
Questa particolarità, che qualsiasi persona sana di mente considererebbe un difetto, viene vista invece come un pregio notevole. Per il libro è una dote preziosa, e la prova viene scrupolosamente conservata, anche a spese dell’uso a cui sarebbe destinato: sarebbe un delitto […] tagliare le pagine per separarle. È come dire che il prezzo di un libro diminuisce se esso viene messo in condizione di essere letto.»[4]

Trovo sempre divertente questo passaggio per quanto tragicamente vero.

Il bibliofilo si muove sempre su una sottile linea, in un continuo gioco di equilibri tra un precipizio e l’altro e, riuscire a scindere questa figura da quella del bibliomane maniacale rimane sempre un’impresa difficile anche per chi ha le mani in passa tutti i giorni.
Il bibliofilo è stato e sarà sempre l’angelo custode dei libri.
È così che mi piace immaginare Umberto Eco o Franco Maria Ricci, tanto per citare due grandi bibliofili contemporanei. Non me ne vogliano gli altri ma lo spazio è quel che è, sappiate solo che per me siamo e siete tutti ugualmente angeli custodi in continua evoluzione, esattamente come è in evoluzione il mondo della letteratura che non è destinato a morire bensì a mutare e guai se così non fosse.

Edizione 1948 con tavole a colori

«I bibliofili, trasformati in fonografofili, continueranno ancora a circondarsi di opere rare; continueranno come prima a mandare a rilegare i loro cilindri in astucci di marocchino ornati di fini dorature e attributi simbolici. I titoli si leggeranno sulla circonferenza della scatola e i pezzi più rari conterranno cilindri su cui sarà registrata, in esemplare unico, la voce di un maestro del teatro, della poesia o della musica o con varianti non previste e inedite di un’opera famosa.»[5]

Io faccio parte di questo mondo e, attraverso questo breve viaggio, ho voluto raccontare anche parte di me sperando di avervi appassionato e incuriosito.
Voglio lasciarvi con un’ultima riflessione di carattere personale.
Ciò che credo abbia del meraviglioso nell’intraprendere questo bizzarro e complicato mestiere è che non ci sia mai fondo alla conoscenza e che proprio per questo mio amore, sono spesso portata a indagare tutto quello che ruota attorno al libro, arrivando alla lettura come se incontrassi un amico di cui conosco le circostanze contingenti ma di cui non conosco ancora la voce.
Non c’è nessun libro nella mia libreria che io non abbia letto – quelli in attesa lo saranno – e non c’è nessuno di questi che non mi abbia mai parlato, mai dato la soluzione a un problema – vi potrà stupire ma anche quelli scritti in latino o in un italiano datato, con un po’ di fatica e determinazione, accettano di rendersi comprensibili.
Tutti loro hanno uno spazio dentro di me, di ognuno di loro parlo e ho intenzione di parlare, ognuno di loro è mio fedele compagno di viaggio.

Noemi Veneziani

In primo piano Edizione Gallimard 1942

Bibliografia
Bibliomania, Bibliomane, Gustave Flaubert, Edizione italiana di Vesna D’Arena, Mursia, 2012, Gravellona Toce (Verbania)
Il bibliomane. L’amante dei libri, Le bibliomane. L’amateur de livres, Charles Nodier, Edizione italiana curata da Pino Branco con testo francese a fronte, La vita felice, 3 settembre 2013, Milano
Sulla bibliomania, De la bibliomanie, Louis Bollioud-mermet, Edizione italiana curata da Pino di Branco con testo francese a fronte, La vita felice, 16 settembre 2013, Milano
La fine dei libri, Octave Uzanne, Edizione italiana curata da Pino di Branco con testo francese a fronte, La vita felice, 4 settebre 2014, Milano

Note
[1]Bibliomania, Bibliomane, Gustave Flaubert, Edizione italiana di Vesna D’Arena, Mursia, 2012, Gravellona Toce (Verbania)
[2] Editore e umanista italiano vissuto tra il 1449 e il 1515. Ritenuto uno tra i maggiori editori moderni d’ogni tempo, introdusse il carattere a stampa corsivo e il formato in ottavo che diedero nuova vita all’oggetto libro che iniziò così a imporre la propria presenza sul mercato europeo. I sui volumi sono conosciuti come edizioni aldine.
[3] Il bibliomane. L’amante dei libri, Le bibliomane. L’amateur de livres, Charles Nodier, Edizione italiana curata da Pino Branco con testo francese a fronte, La vita felice, 3 settembre 2013, Milano
[4] Sulla bibliomania, De la bibliomanie, Louis Bollioud-mermet, Edizione italiana curata da Pino di Branco con testo francese a fronte, La vita felice, 16 settembre 2013, Milano[5] La fine dei libri, Octave Uzanne, Edizione italiana curata da Pino di Branco con testo francese a fronte, La vita felice, 4 settembre 2014, Milano


Chi è Noemi?

bibliomemiMi chiamo Noemi e sono una bibliofila in erba.
Credo che siano proprio questi i due termini che più mi definiscono; il mio nome e la mia passione per i libri che, da qualche tempo, si sta raffinando dandomi la possibilità di arricchire la mia libreria di belle e preziose edizioni d’epoca – ho una collezione molto modesta ma ho l’intenzione di farla
crescere poco a poco acquisendo sempre più abilità per saper acquistare con coscienza di causa e un sano spirito critico.
Ho conseguito la laurea in Studi Filosofici nel 2015 e, da quel momento fino alla fine di questa estate 2019 ho svolto un lavoro impiegatizio potendo dedicare ai libri e alla scritturai il poco tempo libero.
Oggi tento, “pericolosamente”, di dedicarmi interamente ai libri tentando di realizzare il sogno di una vita.
Amo la cultura, venero la lettura, lo studio mi regala nuova vita mentre la scrittura mi aiuta nell’arduo compito di divulgare tutto ciò che so, che imparo e continuo a imparare.

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