Ogni tanto qualcuno fa a botte, ci litiga, con la rimozione collettiva, quella che si sforza di annullare, edulcorare, o altro, tutte quelle cose che disturbano il senso comune, che disturbano gli individui, come morte, malattia o invecchiamento.

Uno di questi è Jean Améry, che nel libro Rivolta e rassegnazione. Sull’invecchiare, un Bollati e Boringhieri del 1988, non si risparmia né ci risparmia la sua visione delle cose, come stanno.

Per questo ha il tono del saggio sincero e pungente, smascheratore e accusatore, cui si sta dietro come a un bel romanzo. E anche se qualcosa vorrebbe farci smettere, non si riesce a lasciare capitoli come Non comprendere più il mondo, Diventare estranei a se stessi, Vivere con il morire. Molto belle anche le pagine introduttive di Claudio Magris.

Austriaco di padre ebreo, si diede il cognome Améry, anagramma del suo cognome originale, Mayer, dopo la fine della seconda guerra mondiale. Il libro è stato ristampato nel 2013, su Maremagnum si possono trovare copie in stato di nuovo a prezzo inferiore.

@Massimiliano Varnai

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