Incontriamo Riccardo di Vincenzo che ci racconta la sua ultima fatica “Il cielo di Vetro” , un’antologia dedicata ad uno dei più bei salotti milanesi, la Galleria Vittorio Emanuele con le sue magie e i suoi misteri.

Un libro che racconta la Galleria, uno dei più eleganti salotti milanesi. Da dove nasce l’idea? 

L’idea de “Il cielo di vetro” è nata durante la preparazione del volume “Le gallerie di Milano”, che ho avuto la fortuna di pubblicare con Hoepli nel 2009. Esplorando l’universo delle gallerie cittadine mi imbattevo continuamente in autori che erano rimasti affascinati dalla Galleria Vittorio Emanuele II. In realtà, il libro sulle gallerie prevedeva una piccola antologia letteraria, ma per problemi di spazio rinunciammo.

Con quale criterio ha scelto i contenuti?

 Il criterio prevalente è stato quello di scandire i momenti nella vita della Galleria attraverso una selezione dei testi a mia disposizione.

In chiusura di volume vi sono tre brani dedicati ad un’altra galleria molto amata dai letterati milanesi: la Galleria De Cristoforis che, inaugurata nel 1832, fu l’antesignana della attuale Galleria e fu la prima in Italia. Disgraziatamente fu demolita nel 1935.

Un libro per pochi intimi – ndr. È stampato infatti in edizione limitata – è frutto di una volontà precisa?

L’occasione si è presentata con la ricorrenza del 150° anniversario della posa della prima pietra della Galleria. Mi piacerebbe poter dire che il numero esiguo di copie dipende da una scelta non economica, ma non è così. Tuttavia nutro la speranza di poter pubblicare – magari quando ricorrerà il 150° anniversario della sua inaugurazione al pubblico – un volume di grande formato, elegante ed illustrato, che contenga tutti i testi che ho avuto modo di raccogliere negli anni. Ritengo che sarebbe un lavoro prezioso per la memoria della città, perché radunerebbe in volume un grande numero di scritti, dispersi in varie pubblicazioni, dedicati alla Galleria. Così come mi piacerebbe anche poter lavorare ad un libro che racconti e documenti per immagini la centenaria vita della Galleria De Cristoforis.

 Milano, i suoi segreti e la sua storia. Così appassionato di storia milanese, quali sono i suoi luoghi preferiti della città?

Credo che i luoghi preferiti siano, oltre a quelli legati alla propria storia, quelli in cui ci si sente più in sintonia con se stessi, e che rappresentano una topografia privata della città. Al di là della Galleria Vittorio Emanuele, io amo la quieta eleganza della Galleria Meravigli e della Galleria Mazzini, la via Lincoln con le sue villette multicolori e le fioriture primaverili, l’ombroso Foro Buonaparte, l’atmosfera di piazza Sant’Eustorgio, piazzetta Marengo con le sue panchine assolate, la quiete di viale Affori e il parco di Villa Litta, il dedalo di strade tra il Cordusio e via Torino, via Giuseppe Colombo a Città Studi, Brera e il quartiere Garibaldi, in particolare nelle ore in cui sembrano riposarsi delle fatiche dell’ospitalità. Adoro la luce crepuscolare della piazzetta di Brera, che ricorda un celebre dipinto di Magritte, e la sua aria di ottocentesca tranquillità. Mi piace sostare nella brezza di piazza Gae Aulenti ammirando l’edificio Armonica, quello basso con la facciata ondulata. Altri luoghi sono splendidi soprattutto in particolari momenti dell’anno, per esempio via Venti Settembre durante la fioritura degli ippocastani. E chissà quanti luoghi a me cari sto dimenticando.

@Antonietta Usardi