Never complain è espressione inglese. Suggerisce forza d’animo e resistenza ai sinistri della vita: non ci si lamenta, si sopporta e si continua.
E’ certamente frutto dell’esperienza di quella nazione sempre reattiva alle avversità e ai disastri.
Non proibisce però, in caso di depressione, di supplire scrivendo sul proprio stato d’animo.

Lo fece Jonathan Swift in un frangente difficile della vita sua.
Da autore, trasformò la difficoltà in satira e in denuncia feroce verso il mondo, set della stupidità umana.
Il 28 ottobre 1726 usciva a Londra un libro anonimo dal titolo Gulliver’s Travels.
E’ una delle più acute ed estreme analisi dell’umanità.
E’ scritto in un inglese superbo, tipico di quell’età illuminata.
E’ il libro per adulti che più è stato travisato, trasformandolo in libro per ragazzi, con una studiata speculazione editoriale.
Fin dall’uscita fu un bestseller, esito favorevole e inaspettato di un racconto in cui la fantasia accentua la libidine della sfiducia e del disprezzo.

Jonathan Swift
I viaggi di Gulliver
Feltrinelli