Wuz, n.4, maggio 2002

 

Olivia Barbella

 

I ricercati di Facchi

 

 

In poco più di dieci anni, dal 1913 al 1924, Gaetano Facchi partecipa ai più vivaci fermenti culturali e a esperimenti editoriali estremamente interessanti, condotti con originalità  e coraggiosa spregiudicatezza. Anche perchè, pur mantenendosi in linea con la cultura delle avanguardie e aprendosi alla nuova letteratura europea, nello stesso tempo non trascura di soddisfare le esigenze di un pubblico più vasto, varando collane di largo consumo e sperimentando forme divulgative inedite.
Molte delle opere da lui pubblicate, oggi rarissime o addirittura introvabili, sono state esposte nell’ interessante mostra (curata da Anna Modena) dedicata a Gaetano Facchi. Un editore di cultura all’origine del tascabile popolare, tenutasi tra l’aprile e il maggio 1999 alla Biblioteca Trivulziana di Milano.

Figlio di un industriale della seta, Gaetano Facchi (1884-1966) alla morte del padre -avvenuta nel 1904- liquida l’azienda bacologica e dedica qualche anno della sua vita ai viaggi per l’Europa e il Nord Africa.
Al suo ritorno, il giovane letterato dalla cultura cosmopolita e dai gusti raffinati, prende a frequentare gli ambienti intellettuali milanesi diventando amico di Casati, Ugo Bernasconi, Paolo Emilio Giusti, Carlo Linati ed Emanuele Castelbarco, poi fondatore di Bottega di Poesia. Il suo debutto nell’editoria risale al 1913, quando fonda a Milano lo Studio Editoriale Lombardo insieme a Carlo Linati e all’anconetano Mario Puccini.

La nuova casa si presenta, da un lato, come sostenitrice dell’ indirizzo vociano e in seguito lacerbiano, stampando Giovanni Amendola (Etica e biografia, 1915), Papini e Prezzolini (Vecchio e nuovo nazionalismo, 1914), Papini da solo (La paga del Sabato, 1915; 24 cervelli, 1918; Testimonianze, 1918); dall’altro rivolge particolare attenzione alla linea lombarda di ascendenza dossiana, con Antidannunziana di Lucini (1914), Uomini e altri animali di Ugo Bernasconi (1914), Foville (1914) e Piccolo mastro spirituale (1916) di Mario Puccini.
Amori ac silentio sacro di Adolfo de Bosis (1914), Gioielleria notturna di Nicola Moscardelli (1918) e Erba del nostro orto di Luigi Pirandello (1915) costituiscono significativi scarti in altre direzioni; mentre I doni della terra di Carlo Linati (1915) e i Prologhi di Vincenzo Cardarelli (1916) sono contributo fondamentale alla cultura del frammento e alla poesia del primo decennio del secolo. A Linati poi, di deve il merito di aver tradotto e fatto pubblicare gli irlandesi Synge, Yeats e Lady Gregory.

Accanto a scelte di raffinata qualità , Facchi ne opera altre più sicure dal punto di vista del mercato, scegliendo autori già  molto affermati come Alfredo Panzini, di cui pubblica Il romanzo della guerra (1915). Accoglie anche opere a pagamento e una piccola serie di edizioni minori -per formato, prezzo e prestigio degli autori- tra cui Il sudario di Eugenio Donadoni.
Lo Studio Editoriale Lombardo, in quanto società  con Linati e Puccini, si scioglie il 27 gennaio 1916, ma Facchi, ormai unico proprietario, ne utilizzerà  la sigla fino a tutto il 1918.
Durante la guerra, Facchi, riformato per una malattia alla gamba, invece di andare al fronte pubblica per i tipi dello Studio la rivista quindicinale ‘Il Montello’, finanziata dall’ esercito e distribuita gratuitamente ai soldati del medio Piave, cui collaborano Bontempelli e alcuni futuristi.
E’ nell’ immediato dopoguerra, dal gennaio 1919, che l’ editore lancia e inizia a gestire la casa intitolata a suo nome -lo Studio Editoriale Facchi-, tramutata nel marzo 1922 in Società  Anonima Editrice Facchi e C., di cui sono azionisti anche il pittore e scrittore Arnaldo Ginna, Bruno Corra, Maria Crisi Ginanni, e il marchese Sommi.
La nuova casa si pone comunque come continuatrice dello Studio Editoriale Lombardo, di cui ristampa -o ricopertina soltanto- molte opere.
I nuovi volumi pubblicati recano il marchio fac compreso all’ interno di un ottagono con inscritta un’ incudine sulla quale poggia, tenuta da adeguate pinze, una sbarra di ferro da temprare.

Tra il 1919 e il 1921, l’editrice amplia e diversifica a dismisura la sua offerta, secondo un eclettismo imputabile prevalentemente a ragioni economiche, essendo quelli anni di gravi e diffuse difficoltà . Facchi reagisce alla crisi allargando l’area delle vendite e tenendo bassi i prezzi, con lo scopo di raggiungere il maggior numero possibile di acquirenti e gratificarne le più disparate esigenze. Per risparmiare ricorre a qualche innocente strattagemma come l’adoperare, in genere, carta di qualità  media, con picchi però più bassi, dovuti probabilmente all’uso di carta di giornale, di cui la sera compra gli avanzi. Alla differenziazione merceologica l’editore fa corrispondere, tuttavia, una politica dei prezzi unitaria e contenuta intorno alle cinque lire; una quota a metà  tra i prezzi popolari di Sonzogno e quelli più elevati tipo Zanichelli. Grazie ai frequenti viaggi a Roma e a Napoli, Facchi cura personalmente la distribuzione dei suoi volumi, coprendo buona parte del territorio nazionale; sappiamo, per esempio, che Corra in una lettera del 25 settembre 1919 gli comunica di aver visto nelle librerie di Ravenna e Pesaro i ‘Libri dell’amore’.

Ma vediamo com’è articolata la vasta produzione Facchi.

La ‘Collezione Italiana Moderna’, insieme alla collana dei ‘Nuovi Romanzi Italiani’ di cui è continuazione, conta una sessantina di titoli che vanno da un estremo all’altro dell’offerta letteraria, accoppiando senza giudizio nomi e opere in un’ enumerazione incongrua sorprendente.
Opere di autori di punta della letteratura moderna, come i due romanzi brevi di tema bellico raccolti in Berecche e la guerra di Luigi Pirandello (1919), Amori erranti (1921) e Natura ed altre prose selvatiche (1919) di Carlo Linati, le novelle dei Sette savi di Massimo Bontempelli (1919), Il signor Luigi B. di Filippo De Pisis (1920), affiancano quelle di autori tradizionalisti come Francesco Pastonchi, Giuseppe Lipparini o Margherita Sarfatti.
Nutrita la serie dei futuristi o ex-futuristi : primo fra tutti Filippo Tommaso Marinetti con il ‘romanzo chirurgico’ Un ventre di donna, scritto insieme a Enif Robert (1919); e poi Paolo Buzzi con Popolo canta così ! (1920), Il bel cadavere (1920), Perchè non ami come tutti ? (1921); Mario Carli con Sii brutale amor mio ! (1920); Bruno Corra con Madrigali e grotteschi (1919), La famiglia innamorata (1919), Santa Messalina (1921), Battaglie (1919); Mario Dessì con Scusi, cosa ne dice lei ? (1920); Rosa Rosà  con Non c
‘è che te
(1919) e Irma Valeria con Morbidezze in agguato (s.d.).

Viene poi la foltissima schiera degli autori ‘commerciali’ con i loro romanzi di consumo e di tendenza erotica, promettenti passione e voluttà  : La tua colpa (1919) ‘il romanzo dell’angoscia e del castigo’ e La sarabanda (1920) di Virgilio Bondois, quest’ultimo presentato come ‘storia di una fatalità  di perversione indomabile’; Amante strana di Alfonso Compagna (1919); Novelle dell’ Harem di Gastone Costa (1921); La filigrana di rose di Aldo Finzi (1919); Le piccole amiche e Come sanno amare (entrambi del 1923) di Giorgio Galuppo; La casa senza lampada di Maria Giusta (1915); Balzò viva dalla notte voluttuosa di Pirro Rost e Alfredo Libertini (1920); L’anima e l’abisso di Marcello Sanmarco (1919); L’amante del cuore di Tre Stelle (1920); e più di una decina di romanzi di Virgilio Scattolini, tra cui La cavalcata delle vergini (1922), Evelina Drago, piacere del mondo (1923), La bocca mi baciò tutta tremante (1922), Le vergini vertiginose (1929).

La strategia editoriale di Facchi sembra dunque non ammettere discriminanti di letteratura alta o bassa, raffinata o incolta; questo indipendentemente dai gusti personali dell’ editore, e magari in netta opposizione ad essi : "Tutti questi libri a successo moderni (leggo ora La garconne), storielle afrodisiache, mi sembrano belle donne da postribolo o dei vasi da speziale; ma un libro vero lo si ama come una donna della quale si ha cara l’anima, e assomiglia a un’ anfora colma di umanità " (dal diario inedito di Facchi, Memorie virili, 20 gennaio 1923).

La casa editrice vara, inoltre, alcune nuove collane che vale la pena di considerare.

La ‘Biblioteca di Filosofia e Pedagogia’ riprende la collana fondata a Pavia agli inizi del secolo da Giovanni Vidari, e da lui diretta insieme a Guido Villa. Proseguita nel 1916 con Lo Studio Editoriale Lombardo, divulga, ricopertinandoli, testi stampati a Pavia dalla tipografia Mattei e Speroni e comprende opere capitali come La metafisica dei costumi di Kant (1919). Nella collana, tempestivo era l’interesse per le filosofie indiane, garantito da un pioniere come Luigi Suali, traduttore dell’opera di Paul Deussen, teologo e filosofo che indica, nella storia della filosofia, il pensiero          dell’ India antica come fonte del pensiero occidentale. In linea con gli interessi del gruppo che circonda Facchi è anche l’attenzione per lo spiritualismo evoluzionistico di Lotze.

‘L’ Arte Nuova’ è la collezione di autori moderni italiani e stranieri diretta da Erminio Robecchi-Brivio e Virgilio Bondois.
Bondois, giovane scrittore e traduttore, imprime l’orientamento con alcune scelte tra cui spicca il tentativo di tradurre buona parte dell’opera di Oscar Wilde, condotta, forse dal francese, in forma poco solida con numerosi tagli. Sia l’editore sia i direttori della collana vanno molto fieri della presenza della Teoria amorosa dell’ Androgyne (tratto da L’ anfiteatro delle scienze morte del 1911) di Sar Péladan, il teosofo e occultista già  celebre per il romanzo Le vice suprème del 1884, che contiene le prime pagine sull’ androgino, riflesso di una cultura in cui si fondono platonismo, cattolicesimo e antimodernismo.

Con intenti di divulgazione di qualità , per gli strati medi e medio-alti, Facchi crea la ‘Collezione Pagine Immortali’, proponendo pagine scelte dalle prose di Dante (De Vulgari Eloquentia e Vita Nuova) fino a Schopenhauer, Nietzsche, Spencer e Darwin.
La ‘Collezione Cosmopolita’, poi ‘Collezione Mondiale’, raccoglie invece le più importanti opere della letteratura mondiale in cinquanta volumi : da Shakespeare a Goethe, Voltaire, Ibsen, Hugo, Heine, Wilde, Poe.
Anche ‘L’ ideale’ colleziona capolavori degli ultimi secoli della letteratura internazionale, stampati da Facchi prima in sedicesimo, poi in sedicesimo piccolo.
Questi volumetti di circa 200 pagine sono venduti a L. 1,95 : un prezzo sensibilmente inferiore allo standard della casa, tra l’altro secondo una tecnica psicologica di vendita quasi dei nostri giorni, con il prezzo a una cifra leggermente inferiore all’ unità  (L. 1,95 invece che a 2). A quei tempi il prezzo era fissato sulla cifra tonda, o al massimo equidistante tra due unità  (per esempio L. 5,50), il che ci fa forse riconoscere in Facchi            l’ inventore del ‘prezzo ottico’. Interessante inoltre la serie di pamphlets di piccolo formato, ‘Attualità ‘, venduti a una lira il volume. Comprende due saggi di Corra del 1919 : Signora torna vostro marito. Lettera aperta a una signora onesta e O rinnovarsi o morire; l’operetta di Mario Carli Noi Arditi (1919), sull’ associazione nazionalista da lui fondata, allora legata al futurismo e anticipatrice del fascismo; e Programma ai combattenti di Zavataro (1919).
La ‘Collezione di Memorie’, diretta da Giuseppe Gallavresi, offre agli amatori del genere le Memorie di autori tra cui Stendhal, Constant, Goethe, Chateaubriand, Alfieri.

Veniamo quindi ai trentasei volumi dei ‘Libri dell’amore’, dai titoli e dalle copertine accattivanti, e ai successivi altri ventiquattro romanzi della ‘Grande Collezione Erotica’ pubblicizzati come "letture pepate, ma non volgari", da vendersi in busta chiusa.
Sono opere che Facchi nasconderà  in campagna, a Casate, temendo         l’ intervento della censura fascista : "Sono arrivato insieme con un camion e un carretto carichi di volumi forse sequestrabili. Edizioni erotiche. Fatto il carico di buon mattino, temendo di minuto in minuto qualche sorpresa, sono riuscito a scapolarla" (Memorie virili, 24 febbraio 1923).
Questi libri verranno venduti successivamente, tra il 1923 e il 1924, sempre in busta chiusa e con un marchio editoriale più anonimo, Edizioni Excelsior, Milano.
La collana, seguita molto attentamente da Maria Ginanni (sia per le scelte che per il lavoro redazionale) comprende romanzi di Rachilde, Catulle Mendès, Henry de Régnier, Gustave Kahn, Jean Lorrain, Barbey d’Aurevilly, autori cioè, capziosamente contrabbandati come erotici, ma certo non erotici soltanto. Si tratta, in verità , del meglio della prosa simbolista francese e belga (che viene recuperato da Facchi con acume critico e collocato accanto alla romanzeria minore italiana) : I cavalli di Diomede di Remy de Gourmont, I singolari amanti e Il passato vivente di Henry de Régnier; La principessa solare di Gustave Kahn; Anime d’ autunno e L’ariana di Jean Lorrain; fino a In esilio e Bruges la morta di Rodenbach e Il fauno dagli occhi blu di Albert Samain (tutti editi nel 1920).
Se la qualità  degli autori scelti non è in discussione, discutibili sono invece le traduzioni che se ne propongono : molti testi si rivelano incompleti o manipolati in funzione del lettore italiano, con qualche taglio non censorio, ma volto a eliminare lungaggini, come nel caso di Azyade di Pierre
Loti (1921).

Uno degli aspetti più interessanti della vicenda editoriale Facchi riguarda sicuramente i suoi rapporti con molti esponenti del futurismo.
L’editore intrattiene strette relazioni d’amicizia e d’affari con il gruppo di ‘Italia futurista’ : Bruno Corra, Arnaldo Ginna, Maria Crisi Ginanni, Rosa Rosà , Emilio Settimelli, Mario Dessy, e ne pubblica largamente le opere.
Rosa Rosà , pseudonimo scelto dalla viennese Edith von Haynau, era collaboratrice per testi e illustrazioni dell’ ‘Italia futurista’. Nel 1918 pubblica, come autore, il romanzo sintetico Una donna con tre anime (edito dallo Studio Editoriale Lombardo). Tratta la trasformazione, futuribile, di una casalinga in un essere di grandi qualità  intellettuali e medianiche, e vi traspare una leggera e divertente, ma sensibile, attenzione alle tematiche dell’ indipendenza. Gli stessi argomenti vengono ribaditi l’anno successivo (per Facchi) nella raccolta Non c’è che te ! Una donna con tre anime e altre novelle, dove sono critiche velate               all’ istituzione del matrimonio.
Come pittrice fornisce all’editore le illustrazioni per Sam Dunn è morto e Madrigali e grotteschi di Corra, oltre alle ottime tavole per Le locomotive con le calze di Ginna. Nella sua produzione grafica, al di là  dei modi futuristi, si avverte un’eleganza di tratto di matrice mitteleuropea, con componenti visionarie non lontane da un gusto alla Kubin, che sembra affascinare in forme diverse anche Ginna.

Arnaldo Ginna e Bruno Corra -come Giacomo Balla aveva chiamato i due fratelli, conti Ginanni Corradini- erano artisti eclettici, entrati in contatto col mondo futurista dai primi anni Dieci e attivi, dopo varie esperienze, nel gruppo di ‘Italia futurista’ a Firenze.
Ginna era pittore, scultore, scrittore, regista e cultore di antroposofia e alchimismo. Corra era scrittore, con interessi per il teatro.
Corra, nel 1916, pubblica per lo Studio Editoriale Lombardo le prose trasognate e surreali di Con mani di vetro e ristampa nel 1917 il ‘romanzo sintetico futurista’ Sam Dunn è morto (già  edito nel 1915 dalle Edizioni futuriste di Poesia) accompagnato dai bei disegni, tra il liberty e il protosurrealista, di Rosa Rosà .
Seguiranno Io ti amo. Il romanzo dell’amore moderno (1918), La famiglia innamorata (1919) e il ‘romanzo erotico-sociale’ L’ isola dei baci in collaborazione con Marinetti (1918), romanzi che mirano a rinnovare nello stile e nei contenuti la narrativa erotica moderna. Ancora, i piccoli pamphlets di attualità  vivace : Signora, torna vostro marito e O rinnovarsi o morire (1919).
Ginna invece, è autore di un unico libro, Le locomotive con le calze (1919), accompagnato da sette illustrazioni sue d’ intonazione visionaria, giocosa, quasi anticipatrice del surrealismo e da alcune tavole di Rosa Rosà .

Il rapporto dei due fratelli con Facchi si intensifica progressivamente, entrano a far parte dell’ azienda, diventano azionisti della casa e forniscono un contributo decisivo all’ ideazione di collane quali ‘I libri dell’amore’.
Ginna poi, è tra coloro che rinnovano sensibilmente la grafica, inizialmente più severa, dell’editrice : sua la copertina ‘psicanalitica’, con l’albero dalle lunche radici, per La metafisica dei costumi di Kant e moltissime altre, specialmente di opere simboliste, oltre a tutte quelle dei ‘Libri di valore’.     Da ricordare anche, per il personale sfruttamento di temi a lui congeniali tra incubo e follia, le illustrazioni di tono surrealista per l’ edizione dei Racconti straordinari di Poe.

Forse è proprio grazie ai rapporti privilegiati di Facchi con Ginna e Corra, e, in particolare, alla presenza di Corra, che l’ editore può attrarre nella sua orbita anche Filippo Tommaso Marinetti, di cui pubblica varie opere.
Il 24 settembre 1918 Facchi comunica a Marinetti di aver esaurito la prima edizione di 4.000 copie de L’isola dei baci; il 18 dicembre tratta con lui di una possibile edizione di Come si seducono le donne, che sarà  però pubblicato da Sonzogno.
Il 15 gennaio 1919 Marinetti cede, con contratto, la proprietà  assoluta della sua nuova opera, Democrazia futurista. Dinamismo politico a Corra che si impegna a stampare a sue spese una prima tiratura di 2.000 copie, lanciate e diffuse da Facchi nel 1920.
Il contratto deve aver avuto esiti positivi se Marinetti, nei suoi Taccuini, annota, alla data del 16 ottobre 1919 : "Ho incassato oggi da Facchi editore 2.650 lire ! Anticipo sul Ventre d’ una donna e sui volumi venduti di Democrazia futurista".
Il ‘romanzo chirurgico’ Ventre d’ una donna viene pubblicato nel 1919 con il titolo Un ventre di donna, nella collana dei ‘Nuovi Romanzi Italiani’.
Tra le ‘Opere di varia cultura’ Facchi pubblica, l’anno successivo, anche la ‘sintesi futurista’ marinettiana Elettricità  sessuale.

Per quasi cinque anni, Facchi si trova ad essere il principale editore e divulgatore dei futuristi, assicurando la continuità  del movimento, o almeno contribuendovi (quando abbandonerà  l’ attività  editoriale, il suo ruolo verrà  assunto da un altro editore milanese, Morreale, che pubblicherà  Marinetti, Gerbino, Depero).
Dal 1920 Facchi è editore della neonata serie di ‘Poesia’ diretta dal ventenne ed entusiasta poeta Mario Dessy, il quale finanzia con propri mezzi la nuova rivista programmaticamente "aperta a tutte le correnti nuove della poesia mondiale".
Già  nel primo numero si legge Ada Negri accanto a Marinetti, Linati accanto a Pound e Joyce. Vi compaiono figure di spicco della poesia europea, da Yeats e de Régnier, da Paul Fort a Cocteau. La rivista chiuderà  dopo il     n. 7-8-9- per dissidi tra Dessy, Settimelli ed Ernesto Daquanno da un lato e Marinetti dall’altro.
Sempre dal 1920, Facchi aggiunge al suo catalogo una collezione di ‘Pubblicazioni futuriste’ comprendente anche opere già  edite da altre case editrici -specialmente dalle Edizioni futuriste di ‘Poesia’- e continuerà  a venderle, anche nel 1924, con lo sconto del 40%.

Maria Crisi Ginanni, poetessa e scrittrice allora moglie di Arnaldo Ginna, dal 1919, continua a dirigere per Facchi la collana del ‘Libri di valore’, da lei precedentemente diretta per le edizioni di ‘Italia futurista’ (nel risvolto di copertina di ogni volume vengono pubblicizzati tutti i titoli della collana, compresi quelli già  pubblicati da ‘Italia futurista’ che, probabilmente venivano distribuiti da Facchi). Libera ormai da quell’etichetta, la serie viene presentata come raccolta "delle più significative espressioni della moderna letteratura italiana, nel campo delle ricerche lirico-fantastiche".
La collana riprende con il Poema dello spazio della stessa Ginanni (copertina illustrata da Ginna), una raccolta di prose attente                  all’ esplorazione degli stati d’animo, tra il magico e il metafisico. E’ probabile che la poetessa, sempre fedele a una posizione autonoma, cercasse con le nuove edizioni di promuovere una tendenza letterari
a d’ avanguardia non incasellata nel futurismo, ma aperta a soluzioni meno estreme nel solco di nuove ricerche, tra il magico e il metafisico appunto.
Proprio per queste caratteristiche si può ipotizzare che la collana anticipava il realismo magico di Bontempelli, presente nella collezione con Il puro sangue.
Vi troviamo inoltre Mario Dessy con il libro di racconti dalla forte componente magico-occultistica intitolato Uno;  Buzzi con La luminaria azzurra (già  Studio Editoriale Lombardo, 1918); Diario del mare di Renato Zavataro e Feritoie di Dionisio Buraggi.
A proposito di Bontempelli, il contratto datato 1 gennaio 1919 specificava che il Signor Tenente Massimo Bontempelli "cede all’ editore la proprietà  assoluta delle due opere sue, Il puro sangue e Sette savi, per anni cinque…L’ autore che ha ceduto i diritti della prima edizione del Puro sangue contro L. 200, già  versategli dall’ editore, avrà  diritto a una seconda edizione dell’ opera stessa non appena la prima sarà  esaurita. La seconda edizione non dovrà  superare le mille copie, e verrà  compensata con L. 300…Sulla prima edizione nostra dei Sette savi spetterà  all’ autore la somma di L. 250 da versarsi il giorno della pubblicazione".
La collaborazione della Ginanni con Facchi (con il quale aveva avuto anche una relazione sentimentale) termina nel 1922, al momento della costituzione della Società  Anonima, quando la scrittrice si ritira dalla casa editrice in modo non pacifico.

I legami che Facchi instaura con pittori futuristi quali Arnaldo Ginna, Rosa Rosà , Lucio Venna ed Emilio Notte lo portano a concedere ampio risalto      all’ illustrazione del libro. Negli intenti del futurismo, infatti, la creazione      dell’ opera artistica deve configurarsi in una dimensione globale, in cui le singole arti interagiscano tra loro : di qui la volontà  di far coesistere letteratura e figurazione nelle pubblicazioni contemporanee.
Le copertine delle edizioni Facchi, e prima ancora dello Studio Editoriale Lombardo, presentano in effetti interessanti soluzioni grafiche e lasciano un’ impronta significativa nella cultura artistica del secondo e terzo decennio del Novecento : artefici sono alcuni dei principali protagonisti della storia dell’ illustrazione italiana del secolo scorso.

Durante il suo soggiorno a Parigi, Gino (Luigi) Baldo studiò e venne in contatto con i caricaturisti francesi; le copertine che illustra per Facchi propongono la sua cifra più comune, caratterizzata da "nitide figurine umoristiche", come si nota ne La volpe azzurra di Tom Antongini (1923), nelle Novelle dell’ Harem di Gastone Costa (1921), ne Il bel cadavere di Paolo Buzzi (1920) e in Sii brutale amor mio ! di Mario Carli (1920).
Luigi Daniele Crespi, nei disegni per le copertine Facchi, ha un tratto dagli accenti caricaturali, inconfondibile come la sua firma : basti vedere Il sudario di Eugenio Donadoni, La famiglia innamorata di Corra (1919), La giocoliera di Rachilde (1919).
Stile caratteristico tardo-liberty è quello di Luigi Melandri; la collaborazione per Facchi si inserisce a ridosso dell’ impegno dell’ illustratore per la Modernissima, con diversi disegni per Faust di Goethe (1923), Guglielmo Tell di Schiller (1924), Gli anarchici. Quadro della fine del XIX secolo di Henry Mackay (1921), La comune di Luisa Michel (1922), La terra promessa di William Morris (1922).
Le illustrazioni che Emilio Notte prepara per Facchi sono ancora legate alla sua fase di adesione al futurismo (Notte, nel 1917, firma con Lucio Venna il manifesto Fondamento lineare geometrico, al genio e ai muscoli degli incrollabili amici pittori futuristi, e nel 1919 partecipa a Milano alla grande mostra futurista di palazzo Cova). Le opere di Voltaire, Zadig e Candido (1919) sono per lui spunto per esprimere un segno grafico sintetico, dal sapore litografico e dalle caratteristiche ombre a tratteggio.
Le liriche di Margherita Sarfatti invece, I vivi e l’ ombra, hanno una copertina opera di Mario Sironi. L’ illustrazione è tipica del suo stile di quegli anni, volto a un recupero della tradizione classica italiana.
Sergio Tofano (Sto), nel disegnare i tre volti per l’ Amante del cuore di Tre Stelle, firmato e datato al 1921 (pubblicizzato come "divertentissimo intreccio di vicende amorose, di situazioni scabrose, di spiritose trovate"), presenta un disegno memore della lezione futurista, ancora lontano dal successivo inconfondibile segno filiforme.
Anche Lucio Venna (pittore e cartellonista pubblicitario) collabora proficuamente con la casa editrice Facchi : si distinguono le illustrazioni per i volumi de I miserabili (1919) e Nostra Signora di Parigi (1919) di Victor Hugo. Le sue copertine si caratterizzano per un solido impianto geometrico e il segno grafico incisivo. Sue anche le copertine per Il campo di grano di Pastonchi (1916), Un ventre di donna di Marinetti e Robert (1919), Berecche e la guerra di Pirandello (1919), La pricipessa solare di Gustave Kahn (1920), I singolari amanti di de Régnier (1920).
Infine, l’ illustrazione della copertina dei Romanzi e racconti di Oscar Wilde (1920), un’ Eva bionda tentata dal serpente, rimane una delle opere più significative di Renzo C. Ventura (pittore, illustratore e caricaturista), ma anche l’ unica collaborazione con la casa editrice milanese.

Il lettering dei volumi Facchi, specialmente quelli di ‘Arte nuova’ e della ‘Collezione di Pagine Immortali’, è caratterizzato da una grafica sintetica di ascendenza futurista; ed è il caso di segnalare anche le audaci innovazioni tipografiche nel volume di Léon Kochnitzky, Vingt-quatre rondeaux pour faire danser les grandes personnes (1921).
Interessante poi, la liaison Facci-Monanni, a illuminare la libertà  e indipendenza di spirito del nostro editore. Nel 1922 l’ anarchico Giuseppe Monanni e la sua Casa Editrice Sociale sono perseguitati dai fascisti : molti suoi libri sono bruciati, viene imposta la censura e il controllo poliziesco. E proprio in questi tempi difficili Facchi ne rileva le giacenze di magazzino, includendo così nel suo catalogo testi di Kropotkin, Albert, Ferrari, Mackay, Louse Michel accanto a quelli di Nietzsche e Stirner.

Nel frattempo, però, le difficoltà  economiche costringono Facchi a ridurre gradualmente l’ attività  : "Crisi nei mei affari per mancanza di numerario e di sconto nelle banche. Preoccupazioni serie mi turbano. Sono continue punture di spilli che mi demoralizzano e mi svogliano dal tentare un’ uscita. Fin quando durerà  questa pena ? Non mi so muovere e soltanto una forza esteriore mi potrebbe aiutare" (Memorie virili, 16 giugno 1923).
L’ avventura finisce il 19 febbraio 1924, quando Facchi scioglie la società , chiude la casa editrice (secondo una fugace notizia contenuta nel Dizionarietto rompitascabile degli Editori Italiani di Formiggini, risulterebbe che a rilevare il fondo fu l’ editore Bolla) e lascia Milano per ritirarsi nella sua villa di Casatenovo, in Brianza, dove vivrà , con l’ hobby del commercio di libri antichi e d’ arte, fino al 1966.

Nota bibliografica

< font color="#ff0000">Le informazioni contenute nel presente articolo sono tratte dallo studio di Glauco Viazzi, Un editore degli anni Venti, il suo catalogo, i suoi contratti, in ‘Il Ponte’, n.6, 30 giugno 1973, pp. 826-39; dal catalogo della mostra dedicata a Gaetano Facchi. Un editore di cultura alle origini del tascabile popolare, 22 aprile-15 maggio 1999, Castello Sforzesco, Biblioteca Trivulziana, Milano, Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori e Istituto Lombardo per la storia della Resistenza e dell’ Età  Contemporanea; dal volume di Antonio Massimo Calderazzi, Almeno non ignobili. Esteti, aristocratici ed eversori alla prova della Grande Guerra e della impresa di Fiume, Udine, Gaspari Editore, 2001, in cui si legge un capitolo intitolato a Gaetano Facchi, il mestiere di pubblicare e quello di vivere, pp. 23-28.
Si ringrazia inoltre il prof. Paolo Facchi per la sua gentile disponibilità .

 

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