Incontriamo Giovanni Biancardi, libraio della Libreria milanese Il Muro di Tessa docente e responsabile della Rivista ALAI, che ci racconta le due edizioni del libro più famoso nella storia della letteratura italiana: I promessi sposi di Alessandro Manzoni.

I promessi sposi: la ventisettana

La “ventisettana”… Se fossimo andati dal mio maestro, Gaetano Manusè, ci avrebbe fulminati e cacciati fuori dal negozio urlando: «La ventisettana è soltanto quella del Boccaccio!». In realtà, volenti o nolenti, noi che vendiamo libri siamo soliti chiamare ventisettana un libro che ventisettana, almeno dai frontespizi, non è.
Quando Manzoni comincia la pubblicazione de I promessi sposi, il primo tomo è del 1825, il secondo esce nel 1826 e solo il terzo viene pubblicato nel 1827. Tuttavia la data presente sul frontespizio del terzo tomo è sempre 1826! In conclusione: chiamiamo ventisettana un’opera iniziata nel `25 e terminata due anni dopo, ma la data 1827 non compare da alcuna parte. E il caso è analogo anche per l’edizione successiva, conosciuta come la quarantana, che vedremo poco più avanti.

Comunque, per tradizione, la ventisettana è la prima edizione dei Promessi sposi, stampata dal Ferrario a Milano in 3 volumi nell’arco di 3 anni da Manzoni.
Si tratta di un libro mitico perché tutti lo chiedono, e che non è nemmeno rarissimo, perché Manzoni ne ha perlomeno stampati 1000 esemplari. Su alcuni di essi, tuttavia, compare un errore, ma qui corre l’obbligo di essere dei librai onesti e spiegare che, quando si trova un esemplare con l’errore, non si parla di un’edizione differente. L’errore si trova su un singolo foglio di tutte le pagine che compongono il libro e che reca un refuso. Il volume è sempre lo stesso, ma su alcune copie c’è un errore in più rispetto ad altre che invece questo errore lo correggono. È una curiosità, ma non significa che il volume sia più o meno raro.
Se foste dei collezionisti veramente “spietati”, comperereste una copia con l’errore e una copia senza. E possedendole entrambe potrete dire di essere i più grandi collezionisti di opere manzoniane.

La ventisettana che vi propongo è un buona copia, per essere superba dovrebbe presentare ancora le sue brossure originali. Ne ho vista una cosa strepitosa a Casa Manzoni a Milano, non solo con le brossure, ma addirittura con il cartonato originale (sono pochissime le copie così!), tanto che è ancora in barbe lungo i margini.
Questa copia è una copia molto bella, la legatura è molto fresca, un libro marginoso, ma soprattutto è una copia “bianca”. Infatti, uno degli elementi che permettono di stabilire il valore e il pregio di un’edizione ventisettana rispetto a un’altra è la bianchezza della carta. Di fatto si trattò di un’opera povera, dato che la carta usata era modesta, sia come grammatura sia come qualità. Se ne trovate una particolarmente bianca, state pur certi che siete di fronte a un’edizione che vale un bel po’ di soldini.
La mia copia la offro a 8000 €, ma se ne possono trovare a un po’ di più o un po’ di meno a seconda dello stato di conservazione.

I promessi sposi: la quarantana

Per quanto riguarda l’edizione conosciuta come la quarantana, il problema è ben più complesso, rispetto a quello della ventisettana. Anche questa comporta 3 anni di lavoro: la pubblicazione inizia nel 1840 per proseguire nel 1841 e poi nel 1842… a fascicoli! Il bravo collezionista conserva, appunto, anche i singoli fascicoli.
Ricordo che una prestigiosa libreria aveva messo in vendita a un giusto prezzo, seppur impegnativo, una copia tutta a fascicoli, con la brossura ancora non montata perché, per le opere a fascicoli, veniva venduta a parte la copertina, che doveva essere montata in seguito dal proprio legatore sul volume assemblato. Quella che vediamo nel video è il mio esemplare personale, montato e conservato all’interno di una mezza pelle ottocentesca. La copertina era illustrata perché la quarantana, rispetto alla prima edizione originale del testo, era l’edizione definitiva ed illustrata del testo.
L’illustratore era il Gonin e amici, che fecero svenare il povero Manzoni, il quale chiamò dall’estero degli incisori francesi, li ospitò a casa propria, e pagò il Gonin e le maestranze per incidere sul legno, in una maniera particolare. Dovete sapere che le incisioni presenti su questo libro sono tutte xilografie, cioè incisioni su legno, stampate in una posizione peculiare. Infatti, se il legno viene inciso di testa ha una sua durezza contraddistintiva, se lo si incide di fianco ne ha una differente; i francesi avevano scoperta questa tecnica per cui il taglio poteva trovarsi nella parte più dura del legno e rimanere anche quindi più nitido e sottile come trama.

Le competenze sopracitate il Manzoni le dovette pagare, si fece editore di se stesso, per una tiratura, pare, almeno a quanto disse Marino Parenti, 10.000 copie. Ne vendettero 4000; le 6000 rimanenti rimasero sul gobbo di Manzoni, chiuse in una stanza per anni, fin quando non le donò agli studenti delle scuole elementari del Comune di Milano.
Anche la ventisettana, la prima edizione, era illustrata, ma non regge affatto il paragone con la quarantana. Nella ventisettana, chi l’aveva incisa, pensò di fare un Don Abbondio magro e giovane: Manzoni si infuriò e non accettò quelle 12 illustrazioni.

Quella del Gonin era un’edizione tutta illustrata dove Manzoni arrivò a dire che il miglior commentatore del suo testo era stato proprio Gonin, perché Don Abbondio, per come appare nella quarantana, è esattamente quello che pensava e che aveva nel cuore Manzoni; così come Renzo, la deliziosa Lucia, il cattivo Don Rodrigo… Un libro straordinario dalle illustrazioni straordinarie.
La quotazione varia a seconda che essa presenti o meno le brossure. In questo caso, ancora più che per la ventisettana, conta se la carta è bianca, se l’esemplare non ha le fioriture, se la carta su cui venne stampata è moderna, liscia, cilindrata, per cui era facile che la tintura di questi fogli fosse particolarmente nuova e quindi molte copie, non sapendo come tingerle, fiorirono.
Questo che vi presento è un ottimo esemplare, però ce ne possono essere anche di meno belle, come questa altra che vi mostro nel video e che comincia ad avere qualche fioritura, che è meno marginosa e che non possiede una legatura ottocentesca. Il prezzo può quindi variare dagli 800 € fino ai 1800 €.

Un grande libro, un grande autore. Non mi resta che augurarvi buona caccia nel MareMagnum dei libri antichi!

Giovanni Biancardi

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