Wuz n. 9. Novembre 2002

Giuliano Vigini

I miserabili di Victor Hugo

Nel bicentenario della nascita di Victor Hugo (1802-1885) numerosi contributi sono stati dedicati all’autore di tante grandi opere, ma passato alla storia soprattutto per Les Misérables.

Il romanzo, dopo lunghi anni di gestazione (la prima versione si chiamava Les Misères e sarà pubblicata in 2.000 esemplari nel 1927 da Gustave Simon, esecutore testamentario di Victor Hugo), era uscito in edizione originale a Bruxelles in 10 volumi il 30 o il 31 marzo 1862. Ognuna delle cinque parti della tiratura normale, composta di due volumi ciascuna, era venduta separatamente a 12 franchi (24 franchi per la tiratura speciale in 100 esemplari). L’editore belga Lacroix, con cui Hugo era in rapporti fin dal 1857, era venuto a sapere che l’autore, nel 1861, aveva ultimato l’opera. Assieme al suo socio, Verboeckhoven, si era allora offerto di pubblicargliela, sottoponendo una proposta di contratto allo scrittore. Questi aveva risposto con le sue condizioni: 250.000 franchi in contanti per uno sfruttamento economico di otto anni e altri 50.000 franchi per i diritti di traduzione. L’accordo finale, firmato il 30 ottobre 1861, estendeva la durata a dodici anni e prevedeva un esborso di 240.000 franchi, con un primo versamento di 150.000.

Il successo del libro era stato subito immenso. A parte l’edizione francese messa in vendita dal libraio-concessionario Pagnerre di Parigi qualche giorno dopo l’edizione belga (il 3 aprile 1862) e un’altra edizione belga in 17 volumetti pubblicati, sempre nel 1862, dall’editore Paetz, Les Misérables erano stati tradotti all’estero (Lipsia, Londra, Madrid, Rotterdam, Varsavia, Budapest, Rio de Janeiro) nel giro di pochi mesi, con una rapidità che ha dello straordinario, tenuto conto della mole dell’opera. Anche l’edizione italiana pubblicata a Milano da Daelli si segnala per tempismo: sia l’edizione in 16° (rarissima) sia quella in 8° venivano pubblicate tra il 1862 e il 1863; i primi quattro volumi nel 1862; gli altri sei nel 1863. Sia dell’edizione originale belga che francese, sia delle due traduzioni italiane esistono labilissime tracce nelle biblioteche italiane.

Tre anni dopo l’edizione originale, usciva a Parigi da Hetzel e Lacroix la prima edizione illustrata: un volume in 4° di 800 pagine, con testo su due colonne. Tratte da questa edizione (1865) sono le 146 illustrazioni di Gustave Brion che figurano nell’edizione in 8° (1870), in due volumi, dell’editore milanese Simonetti (“terza edizione italiana riveduta e corretta”), riprese nella successiva edizione in 4° del 1881, con 45 illustrazioni in più. Fra le edizioni illustrate è anche da segnalare al collezionista quella pubblicata dall’editore Perino nel 1893, arricchita di 120 incisioni di artisti italiani e stranieri, molte delle quali originali.

Questi sono soltanto alcuni frammenti di una vicenda editoriale particolarmente fortunata, che già prima della fine del sec. xix vedeva in Italia un nutrito campionario di altre edizioni, integrali o ridotte. Ma questo è il capitolo di un’altra storia.