Parte2

Noemi Veneziani (classe 1991), bibliofila, editor e articolista, coopera con Maremagnum e con la Virginia Woolf Project. In occasione del Salone della Cultura 2020, ha partecipato come relatrice alla conferenza Donne bibliofile: una passione in crescita.

Giornata internazionale per la biodiversità

Dopo aver rotto il ghiaccio un paio di giorni addietro in occasione della Giornata europea del mare, oggi, 22 maggio 2021, ci troviamo a festeggiare la 28esima Giornata internazionale per la biodiversità biologica.[1]

Il tema legato all’importanza della salvaguardia del variegato patrimonio di animali e vegetali che coabitano il nostro pianeta è al centro delle battaglie condotte dalle giovani ambientaliste alle quali Christiana Ruggeri[2] da voce nella raccolta Green Girls edita da Giunti Editore.

Immagine tratta da Green Girls di Christiana Ruggeri con illustrazioni di Susanna Rumiz, Giunti Editore, aprile 2021

La giovane Vanessa Nakate, la quale lotta per la sopravvivenza della sua straordinaria foresta, quella congolese[3], ricettacolo di un’innumerevole quantità di specie viventi oggi minacciate dalla deforestazione imperante, è di certo tra le combattenti più agguerrite.

«L’okapi e alcune altre specie non si trovano in nessun’altra parte del mondo. Ma questa foresta ha anche minerali e petrolio che attirano investitori, distruzione e deforestazione.»[4]

Il cambiamento climatico ha come conseguenza l’alterazione della geografia terrestre plasmata da fenomeni naturali sempre più violenti a cui l’essere umano come gli altri animali non è in grado di far fronte in maniera tempestiva. Stando così le cose, incendi e inondazioni provocano più danni di quello a cui siamo abituati lasciando profonde tracce del loro passaggio.

Immagine tratta da profilo Instagram @amzonfrontilines

Ampi fenomeni di deforestazione e lo sfruttamento delle riserve minerarie del sottosuolo non fanno altro che mettere in pericolo interi ecosistemi provocando l’estinzione di numerose specie animali e vegetali. Per questo, molti e molte giovani indigeni hanno deciso di alzare la voce in difesa di una casa che solo loro conoscono in ogni piccolo dettaglio. Chiedono giustizia climatica e diritto ad una vita dignitosa anche per tutte le tribù che, ogni giorno, si prendono cura dei grandi polmoni verdi presenti sul nostro pianeta e la cui densità è sempre più ridotta; uno di questi è la grande foresta Amazzonica.

Così l’indigena Nemonte Nenquino: «Gli interessi del governo per il petrolio non hanno più valore dei nostri diritti, delle nostre foreste, delle nostre vite.»[5]

In questa stessa battaglia interviene direttamente anche la statunitense Haven Coleman, cofondatrice dei Fridays For Future USA, la quale impiega le proprie energie nella lotta per l’abbassamento delle emissioni di gas serra nell’atmosfera dopo essere venuta a conoscenza del grave pericolo che stanno correndo le popolazioni di bradipi, animali a lei molto cari.

Immagine tratta da Green Girls di Christiana Ruggeri con illustrazioni di Susanna Rumiz, Giunti Editore, aprile 2021

Queste ragazze agiscono colpite dagli avvenimenti di cui sono testimoni e che portano inevitabilmente alla distruzione di diversi ecosistemi.

«La nuvola di smog, che ha ucciso quasi 100 persone, mi ha fatto stare male. Da allora ho cominciato a studiare la relazione tra i cambiamenti climatici e gli incendi boschivi in California a causa del #climatechange, i roghi bruciano più a lungo e sono più devastanti»[6], afferma Alexandria Villaseñor.

Quello che queste giovani donne rivendicano è dunque il «diritto all’aria pulita» che, nel novembre del 2019, è mancata per un periodo di tempo molto lungo a Nuova Dehli, città in cui vive Ridhima Pandey e che, proprio in quell’anno, ha fatto registrare livelli d’inquinamento atmosferico mai raggiunti prima compromettendo la vita di numerosi esseri viventi, uomo compreso.

Jamie Margolin da Seattle ha deciso di portare sulla propria pelle, disegnati con eyeliner nero, i segni della dura battaglia che compie ogni giorno contro lo sfruttamento e l’apertura di nuovi pozzi petroliferi e la conseguente costruzione di pericolosi gasdotti che attraversano la città contribuendo ad aumentare i livelli di smog, una fitta nebbia grigia che cela all’occhio umano la parte più alta di numerosi edifici simbolo della città. Durante la sua partecipazione agli MTV EMA Award del 2019, Margolin ha sfilato sul tappeto rosso vestita interamente di nero a sottolineare, ancora una volta, il proprio ruolo di attivista per l’ambiente.

Immagine tratta dal profilo Instagram @jamie_s_margolin e scattata in occasione della premiazione agli MTV EMA Award 2019

«A Flint vedevo bambini avvelenati dal piombo in comunità che sembravano identiche alla mia. Dovevo fare qualcosa.»[7] Ricorda la giovane musulmana Isra Hirsi, anch’essa tra le fondatrici dei Fridays For Future USA, la quale mettere l’accento sull’importanza che assume il dialogo tra pari, ma non solo, quando si tratta di dover combattere un nemico tanto ostinato.

Tutte queste ragazze hanno in comune una grande forza e spirito positivo indispensabile se si vuole scendere in campo in questa difficile battaglia. Sono tutte molto giovani ma hanno ben chiaro ciò che devono fare per riuscire a garantirsi un futuro: appellarsi al mondo degli adulti, rivolgere le loro richieste a coloro che, adesso, nell’immediato presente, posso intervenire e fare qualcosa per cambiare le carte in tavola.

Immagine tratta dal profilo Instagram @artemisa_xakriaba

Salvaguardare le meraviglie del mondo e la loro varietà è fondamentale per la sopravvivenza dell’intero pianeta. Responsabilità e coraggio, sono queste le doti a cui fanno ricorso le giovani generazioni che chiedono ai più grandi di affiancarli in una battaglia più grande di loro e di cui sono i protagonisti.

Artemisa (Xakriabà) Barbosa Ribeiro: «L’Amazzonia è in fiamme. L’Amazzonia è tormentata anno dopo anno e la responsabilità è del Governo e delle sue politiche distruttive, che intensificano la deforestazione e la siccità. Il cambiamento climatico è il risultato di questo e rafforza gli incendi. Oltre all’Amazzonia, ci sono le foreste di Indonesia, Africa, Nord America, La cui sofferenza ha un tale impatto nella mia vita e nella tua vita…»[8]

Note:

[1] Proclamata nel 2000 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, questa giornata è stata pensata per celebrare l’adozione della Convenzione sulla Diversità Biologica; un trattato internazionale adottato nel 1992 e che tra il 1993 e il 2000 è stato festeggiato il 29 dicembre, giorno dell’entrata in vigore. La data è stata successivamente cambiata al 22 maggio per evitare l’accavallarsi di troppe festività nel mese di dicembre.

[2] Christiana Ruggeri, giornalista del Tg2 e scrittrice

[3] La foresta pluviale congolese è tra le più vaste presenti sull’intero pianeta. Ampia 2 milioni di km2, è la foresta più estesa di tutto il continente africano.

[4] Green Girls, Christiana Ruggeri, Ill. Susanna Rumiz, Giunti Editore, aprile 2021, P.56

[5] Ivi, P.103

[6] Ivi, P.89

[7] Ivi, P.78

[8] Ivi, P.117

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