Parte1

Noemi Veneziani (classe 1991), bibliofila, editor e articolista, coopera con Maremagnum e con la Virginia Woolf Project. In occasione del Salone della Cultura 2020, ha partecipato come relatrice alla conferenza Donne bibliofile: una passione in crescita.

Giornata europea del mare

20 maggio 2008. Al Parlamento europeo viene istituita la Giornata europea del mare con lo scopo di aumentare la visibilità dell’Europa marittima la cui conoscenza e la cui ricchezza è pressoché sconosciuta ai più.

Prima di addentrarci nell’argomento, sappiate che questo è solo il primo di 4 brevi articoli che ci aiuteranno a ricordare date particolarmente significative per la nostra sopravvivenza e per quella di tutti gli esseri viventi con i quali coabitiamo su questo nostro straordinario pianeta.

Ad aiutarci nel difficile, seppur breve percorso che ci apprestiamo a compiere, le testimonianze di «32 ragazze guerriere» dai 10 ai 30 anni, le cui battaglie sono spesso nate tempo prima che il “fenomeno Thumberg” e i Fridays For Future palesassero con tanto fervore una crisi climatica da cui ormai non possiamo più tornare indietro. Le loro storie sono state raccontate da Christiana Ruggeri[1] e pubblicate da Giunti Editore che ne ha realizzato un volume in cui le parole s’intrecciano abilmente con le immagini, ulteriore fonte di comunicazione utile specialmente ai lettori più giovani.

Le prime Green Girls dalle cui frasi sono stata ispirata, operano in diversi paesi europei. Esse non si occupano nello specifico di salvaguardia degli ecosistemi marini, tema della giornata odierna, piuttosto si adoperano per salvaguardare sia l’ambiente marino sia quello terrestre, permetto al lettore e alla lettrice, giovane o adulto che sia, di comprendere l’importanza di mantenere in vita e in salute il pianeta su cui viviamo.

Il punto intorno a cui tutte ruotano fondando in esso la propria battaglia è l’enorme quantità di rifiuti che quotidianamente vengono dispersi in natura e, in questo, vittima innocente è proprio il mare le cui creature rischiano la vita durante le normali attività di caccia e di svago.

L’olandese Lilly Platt, armata di tutto punto, dichiara guerra alla plastica mostrando al mondo gli effetti che questa può provocare agli esseri viventi ignari del pericolo.

Immagine tratta da Green Girls di Christiana Ruggeri con illustrazioni di Susanna Rumiz, Giunti Editore, aprile 2021

«La natura soffre per la nostra irresponsabilità e lo scarico nei mari. Questo povero ometto [mostrando un cucciolo di foca con una rete fantasma attorcigliata intorno al collo tanto da impedirgli di respirare] è stato trovato sull’isola di Ameland giusto in tempo. Fortunatamente ora è salvo.»[2]

Come Lily, anche l’inglese Nadia Sparkes, “la ragazza dei rifiuti” (“trash girl“), decide di combattere questa dura lotta sfidando tutti coloro che, proprio in ragione di questa sua singolare attività, spesso la bullizzano inconsapevoli del fatto che, grazie a Nadia, anche loro avranno la possibilità di vivere in un mondo migliore, più pulito.

Le battaglia che queste ragazze conducono sono un importante monito per acquisire consapevolezza in merito a una situazione da cui non è più possibile scappare ma le cui conseguenze possono essere mutate se decidessimo di intervenire subito tutti insieme, grandi e piccini.

«Voi grandi siete cresciuti, avete avuto un futuro. Ma se non facciamo qualcosa subito, noi un futuro non lo avremo.»[3] Dichiara la giovane italiana Alice Imbastari che fa della spiaggia di Nettuno, Roma, il suo «piccolo osservatorio» dello stato di salute di quell’immensa distesa blu.

Da quello stesso luogo anche se è necessario spostarsi dall’altra parte del pianeta fino a toccare le coste della California, Iris Duquesne, francese di nascita, a seguito della devastazione che l’uragano Xynthia[4] si è lasciato alle spalle, decide di trasformare la paura per la pioggia in energia positiva per affrontare il cambiamento climatico che, a poco a poco, sta mutando anche la geografia terrestre inghiottendo parti di terraferma, a causa dell’innalzamento del livello dei mari, facendo scomparire nel nulla grandi specchi d’acqua come effetto dell’aumento delle temperature e distruggendo intere foreste arse da incendi sempre più persistenti.

Immagine proveniente da www.childrenvsclimatecrisis.org.
Mostra a quali paesi appartengono i sedici giovani che stanno presentando una petizione al Comitato delle Nazioni Unite per i diritti dell’infanzia affinché ritenga cinque delle principali potenze economiche mondiali responsabili dell’inazione sulla crisi climatica.

Attivarsi per la diminuzione di emissione di CO2 nell’ambiente allo scopo di scongiurare l’innalzamento della temperatura globale terrestre fino a 1,5°C, così come previsto dagli Accordi di Parigi entrati in vigore nel novembre 2016, è la battaglia combattuta dalla tedesca Luisa-Marie Neubauer che si scaglia contro le multinazionali legate, per lo più, alla raffinazione e alla distribuzione di combustibili fossili.

Immagine tratta da Green Girls di Christiana Ruggeri con illustrazioni di Susanna Rumiz, Giunti Editore, aprile 2021

«Non sono un politico, non sono uno scienziato, non sono una celebrità. Ma ho una voce, posso parlare, capisco cosa sta succedendo.»[5] È la giovane moscovita Margarita Naumenko, la voce di una Russia in cui la conoscenza circa il cambiamento climatico e i problemi ambientali non è sufficientemente diffusa nonostante i devastanti incendi che hanno divorato gran parte della immensa foresta siberiana.[6]

«Essere un’attivista climatica significa mettere la salute delle persone al primo posto. […] Noi cresciamo come gli oceani»[7], afferma l’irlandese Saoirse Exton, fondatrice dei Fridays For Future della cittadina di Limerick.

Post di Fridays For Future Italia
21 marzo 2021

Ancora l’acqua, fonte indispensabile per gli allevamenti di animali e vegetali, torna al centro della battaglia contro il cambiamento climatico condotta da un’altra ragazza italiana, Miriam Martinelli, la quale incentiva i consumatori ad acquistare prodotti a km0 la cui filiera sia trasparente e sostenibile nel rispetto tanto della natura quanto degli animali.

«L’attivismo mi ha dato una nuova vita, dopo una vecchia un po’ monotona. Siamo in una Terza guerra mondiale, se non facciamo qualcosa, moriranno milioni di persone, oltre ad animali e vegetali.»[8]

In questa dura battaglia anche il singolo può fare la differenza e, ora più che mai, ce n’è bisogno!

Note:

[1] Christiana Ruggeri, giornalista del Tg2 e scrittrice

[2] Green Girls, Christiana Ruggeri, Ill. Susanna Rumiz, Giunti Editore, aprile 2021, P.11

[3] Ivi, P.34

[4] Xynthia è il nome dato ad una forte tempesta formatasi nell’Oceano Atlantico il 26 febbraio 2010 e dissipatasi il 1º marzo 2010

[5] Green Girls, Christiana Ruggeri, Ill. Susanna Rumiz, Giunti Editore, aprile 2021, P.20

[6] Tra il mese di luglio e il mese di settembre 2019, secondo stime compiute da Greenpeace, sono stati distrutti 45 000 km2 di foresta siberiana a causa di un’elevata siccità. Le zone interessate dal fenomeno sono state la Siberia, la Russia, alcuni territori nelle repubbliche di Sacha-Jacuzia, Buriazia e Irkutsk.

[7] Ivi, P.44

[8] Ivi, P.40

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