Ciao! Sono Davide Gerardi. Ho 30 anni, una formazione in scienze sociali e amo parlare dei libri che leggo. Book’s Brother è pensato come uno spazio in cui accogliere gli scrittori e le loro parole. Attraverso la rubrica #5MinutiCon ogni settimana un autore ha la possibilità di farsi conoscere e promuovere il proprio libro. Se sei uno di questi, scrivi a info.bookbrother@gmail.com per partecipare alle interviste.

Che cosa rende un’esistenza meritevole di essere vissuta?

Ci capita spesso di pensare che quello che abbiamo è troppo poco o troppo poco bello. A volte pensiamo che potremmo avere molto di più e che non dobbiamo accontentarci. Ci sembra che niente sia abbastanza e tutto debba essere migliorato, perfezionato. Forse sono i modelli che ogni giorno scorrono in televisione o sul cellulare a influenzare la percezione che abbiamo di noi stessi e delle cose che possediamo.

E così, ponendo la nostra vita davanti ad uno specchio immaginario, ci ritroviamo a scorgere difetti laddove non li avevamo mai notati e a provare un senso di insoddisfazione in tutto quello che facciamo. Senso che ci si appiccica come un tatuaggio sulla pelle, e non ci abbandona nemmeno nei momenti “felici”.

Ed è proprio a causa di questo sentimento che ho trovato in William Stoner un fratello, un amico con cui condividere interrogativi e dubbi. La sua vita è priva di grandi slanci. Potrebbe essere definito un anti-eroe. Non ha vissuto rocambolesche avventure, non ha collezionato grandi successi e non ha vissuto momenti memorabili. Non si  è mai allontanato dalla cittadina in cui vive. Ha una moglie, che lo rende infelice, e una figlia con cui non riesce ad instaurare il rapporto che vorrebbe.

“Si ritrovava a chiedersi se la sua vita fosse degna di essere vissuta. Se mai lo fosse stata. Sospettava che alla stessa domanda, prima o poi, dovessero rispondere tutti gli uomini. Ma si chiedeva se, anche agli altri, essa si presentasse con la stessa forza impersonale. La domanda portava con sé una certa tristezza, ma era una tristezza diffusa che (pensava) aveva poco a che fare con lui o con il suo destino in particolare.”

Stoner affronta tutto con una calma disarmante, quasi imperturbabile. Gli eventi della vita si riversano su di lui come acque impetuose non scalfendo però mai la sua dignità e la sua sensibilità.

Attraverso una prosa minuziosa e attenta, John Williams ci fa appassionare a questo personaggio. Una volta chiuso il libro è impossibile non provare nostalgia. C’è chi ha coniato il termine “Mal di Stoner”, a indicare la potenza sprigionata da questo racconto. Tutto, in questo libro, scorre fluido e regolare: le sconfitte e gli insuccessi coesistono con le riuscite e i trionfi. Del resto tutto fa parte della vita e come tale merita di essere vissuto e raccontato.

“I suoi trionfi e i suoi insuccessi si fondono, e l’uno non è motivo di orgoglio o di vergogna più dell’altro, e lui non è né l’eroe che dimostra il proprio valore contro queste forze, né il protagonista che ne rimane distrutto.”

È un libro che riequilibra le aspettative verso il futuro, che seda il desiderio crescente di volere sempre di più e che esorta a guardare la propria vita con occhi diversi. Ci invita a riflettere sul valore delle piccole cose, degli eventi quotidiani e a considerare le cose semplici fonte di soddisfazione e appagamento. Un libro da leggere tutto d’un fiato per poi assaporarne il gusto sentendosi cambiati e liberati da quel senso di inadeguatezza. 

La nuova filosofia di vita quindi sarà “Less is more”, perché è proprio in quel “less” che possiamo trovare la felicità.

Davide Gerardi
Book’s Brother

 


SCHEDA LIBRO

Dettagli prodotto
  • ISBN-13 : 978-8893250627
  • Copertina flessibile : 332 pagine
  • Editore : Fazi 
  • Dimensioni e/o peso : 21.8 x 2.2 x 14.5 cm
  • Lingua: : Italiano
  • Prezzo: 15€

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Comments

    1. Ottimo parallelo Alessandra!

      Ora che ci penso William Stoner ha diverse assonanze con Arturo Bandini.

      Come Stoner è un personaggio di quelli impossibili da dimenticare ed è personaggio che aspira a qualcosa di grande e che cerca, non sempre con successo, di realizzare i suoi sogni.

      Adesso però mi hai fatto venire voglia di leggere Fante!

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