Narrarvi compiutamente le tragicomiche vicissitudini umane e professionali di Giuseppe mi prenderebbe troppo tempo, e credo aumenterebbe solo le probabilità di cestinare il tutto da parte vostra. E’ un mio coetaneo (48 anni), e pure lui frequentò con alterni successi, pur senza completare gli studi, il Liceo Scientifico di Ravenna, sebbene in una classe diversa dalla mia.

Sappiate solo che i suoi quadri espressionisti, con feroci cani da combattimento che si azzannano a sangue tra folle di scommettitori urlanti, sono del tutto degni di nota.
In un momento fortunato della sua vita artistica (prima del fattaccio penale…), Giuseppe vinse anche l’appalto per eseguire un gigantesco affresco sulla volta di un grande edificio pubblico di Ravenna; affresco che purtroppo venne coperto da una mano di calce bianca a distanza di pochi mesi, dopo che una commissione comunale dalla mentalità molto ristretta ebbe giudicato l’opera “troppo psichedelica”… A mio avviso sarebbe stato come liquidare il grande Salvador Dalì come “troppo manierista”… Ma certo il mio giudizio è di parte…

Come dicevo, ho letto il romanzo UFOLLIA che tempo fa, a sorpresa, Giuseppe mi ha inviato per posta, nominandomi suo “amichevole supporter” (sono molti mesi che non vedo o sento di persona il mio sfortunato ex cliente; le ultime voci me lo davano del tutto disoccupato e residente in un capanno da pesca abusivo) , e sento di fare mie le sue aspirazioni, inviandolo in copia a Voi, una delle migliori Case Editrici giovanili.

UFOLLIA si sviluppa su vari spazi temporali: l’inizio tragico e folle, nei successivi capitoli a flashback dovrebbe acquistare una sua qualche logica. A me è parso di cogliere alla fine il disegno unitario nascosto su tutto lo sfondo, nonostante le varie tracce siano apparentemente slegate tra loro.
Vi confesso che mi sono anche commosso; amaramente commosso, e ho provato compassione per Davide, il protagonista del romanzo. Credo ci siano molti elementi autobiografici di Giuseppe, se non altro a livello psicologico.
Aggiungere altro di specifico mi sembrerebbe fuori luogo, oltre che assai arduo per me.

UFOLLIA è un romanzo a tratti crudo, a volte anche molto esplicito sessualmente, volutamente eccessivo, ma che getta una luce inquietante se non altro sui labirinti della mente umana, e sui pericoli dell’energia nucleare.

Gianluca Mancini, Ravenna