Costretto ad abbandonare l’Argentina dopo la caduta di Perón, il protagonista si trova scaraventato nella seconda metà del Novecento in un paese del materano dove affronta un lungo percorso di integrazione e impara a tirare avanti svolgendo diversi mestieri. Ma il passato è duro da dimenticare. Soprattutto se a mantenerlo vivo sono le inquietanti lettere dell’amico più caro, capaci di innescare un lacerante dilemma psicologico.

Di pari passo, echi di eventi criminali si incrociano lontano dai loro alvei geografici con il traccheggiare della isolata comunità di montagna, in cui si logora tra rabbia e passione, banali gesti quotidiani e inimmaginabili beffe l’illusione di essere al riparo dalla violenza dei tempi. Intanto, all’ombra del football degli anni di piombo, si consumano nel subdolo miraggio del petrolio l’inarrestabile spopolamento della regione e le atrocità subite dai desaparecidos.

Dramma e commedia, sorretti dal susseguirsi di colpi di scena, per accumulo tengono abilmente assieme voci e mondi diversi in un luogo sempre meno artefice del proprio destino. Rutilante contesto esaltato dalla fantasia narrativa dal quale emerge, come in La Freccia di Mezzanotte e in Creta Rossa, una galleria di umili personaggi colmi di ironica rassegnazione, da sempre ai margini della storia e alla ricerca di se stessi. È il completamento della “Trilogia dell’alto materano”, il cui secondo romanzo ha ricevuto il Premio Letterario Nazionale Carlo Levi 2015.


Giuseppe Colangelo
La muta del serpente
208, euro 14,00
Editore: La Vita Felice
ISBN: 978889346248-8

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