La casa editrice Marietti, è noto ai più, va verso i duecento anni di storia, nata com’è nel 1820. In questi due secoli di grandi libri, di grandi studi e passaggi culturali, io ho un periodo al quale sono particolarmente affezionato, come lettore. Si tratta dei primi anni Ottanta, durante i quali la collana di filosofia inanellò una serie di volumi fondamentali per la mia preparazione e per così dire, per la mia esistenza. Per una sorta di pudore evito di elencarli, tanto più che se qualcuno si vuole dedicare a questa collana e a quel periodo, anche se non trova i “miei” titoli, sicuramente non sbaglia acquisto. Per riconoscere i libri di quel periodo, oltre che all’impatto grafico che potete trarre dalla scansione, sappiate che il cartoncino della brossura è curiosamente poroso ruvido al tatto.

Oggi segnalo dunque Reinhart Koselleck, Futuro passato. Per una semantica dei tempi storici, il 20 della Collana, uscito nel 1986. Proprio del rapporto  fra futuro e passato – nella storia e nella storiografia, ma anche nella vita in senso più ampio – si occupa il libro, scavando e destrutturando al punto che i due termini, spesso usati impropriamente e con abusata vaghezza, riprendono contorni precisi, definiti e scientificamente e filosoficamente solidi.

@Massimiliano Varnai

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