Lo sconto Imu, Tasi e Tari riservato alle librerie, previsto da un emendamento alla Legge di Bilancio 2018 e approvato in Commissione al Senato, da fine dicembre è anche per chi vende usato

Grazie all’Associazione Pagine Romane, presieduta da Antonio Conti, libraio antiquario e titolare della Libreria Serendipity, il testo dell’emendamento trova la sua versione definitiva estendendo la possibilità del credito d’imposta anche alle librerie che vendono usato.

Di seguito il testo dell’emendamento prima e dopo le modifiche apportate:

  1. A decorrere dall’anno 2018, agli esercenti di attività commerciali che operano nel settore della vendita al dettaglio di libri in esercizi specializzati con codice Ateco principale 47.61 è riconosciuto, nel limite di spesa di 4 milioni di euro per l’anno 2018 e di 5 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2019, un credito d’imposta parametrato agli importi pagati a titolo di IMU, TASI e TARI con riferimento ai locali dove si svolge la medesima attività di vendita di libri al dettaglio, nonché alle eventuali spese di locazione. Il credito d’imposta di cui al presente comma è stabilito nella misura massima di 20.000 euro per gli esercenti di librerie che non risultano ricomprese in gruppi editoriali dagli stessi direttamente gestite e di 10.000 euro per gli altri esercenti.

 

  1. A decorrere dall’anno 2018, agli esercenti di attività commerciali che operano nel settore della vendita al dettaglio di libri in esercizi specializzati con codice Ateco principale 47.61o 47.79.1 è riconosciuto, nel limite di spesa di 4 milioni di euro per l’anno 2018 e di 5 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2019, un credito d’imposta parametrato agli importi pagati a titolo di IMU, TASI e TARI con riferimento ai locali dove si svolge la medesima attività di vendita di libri al dettaglio, nonché alle eventuali spese di locazione o ad altre spese individuate con il decreto di cui al comma 195, anche in relazione all’assenza di librerie nel territorio comunale. Il credito d’imposta di cui al presente comma è stabilito nella misura massima di 20.000 euro per gli esercenti di librerie che non risultano ricomprese in gruppi editoriali dagli stessi direttamente gestite e di 10.000 euro per gli altri esercenti.

 

Questo è quanto si legge nel comunicato stampa redatto da Antonio Conti,  presidente dell’Associazione Pagine Romane:

Finalmente il credito d’imposta alle librerie anche per chi vende usato

Tra i librai era stata accolta con particolare favore la misura del credito d’imposta presente nell’ultima legge di bilancio.
Grande è stata però la nostra delusione di librai dell’usato nello scoprire, a una lettura più approfondita del testo approvato al Senato che tale credito era assegnato solo alle librerie con codice Ateco riguardante la vendita di libri nuovi.
La nostra associazione si è quindi mossa per cercare di rimediare all’errore, che avrebbe creato un solco discriminatorio nel mondo del libro delle nostre città, cercando di sensibilizzare i decisori politici.
La storia ha avuto il lieto fine che meritava: la misura è stata estesa, durante il passaggio alla Camera dei Deputati anche al codice Ateco 47.79.1, che è quello delle librerie dell’usato.
L’emendamento decisivo porta la firma PD, e si deve al prezioso contributo di Paolo Masini, consigliere del Ministro dei Beni Culturali. Questo provvedimento, in quanto norma di buon senso, ha potuto contare sul consenso delle opposizioni, in particolare quello del M5S che a firma di Maria Marzano aveva presentato un emendamento analogo.
Infine, desideriamo ringraziare Riccardo D’anna, e il collega Marco Capitelli per il prezioso aiuto.

Con l’augurio che per il nostro settore questo sia il primo di una serie di provvedimenti di sistema di cui avvertiamo forte il bisogno,

Per l’Associazione Pagine Romane
Il Presidente, Antonio Conti

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