L’ultima opera di Ambrogio Borsani, Eroi per un giorno, è un romanzo di introspezione e descrizione più che di trama e racconto.
Esiste naturalmente il plot. E’ la storia del protagonista maschile, che si intreccia con quella della ragazza, controparte di lui.
I personaggi però, non sono pretesti d’azione, sono figure che ragionando di se stessi e analizzandosi a vicenda, forniscono al lettore una chiave di lettura della precarietà dei sentimenti e dei propositi di vita, così fragili nel nostro tempo.
Sta qui, ritengo, il pregio maggiore del romanzo. Porta a confrontarsi con il sentire espresso dai due protagonisti, uno assieme all’altra, ma anche uno contro l’altra.
Oltre all’analisi sta la descrizione. È il terzo interprete del racconto, inanimato per natura, vivissimo perchè molto amato dall’autore: il lago di Como.
Il lago, la prima parte del lago, dà a Borsani modo di riprodurre atmosfere, colori di paesaggio, inseriti benissimo nella storia, essi stessi assai più che sfondi, piuttosto metafore di tutti i sentimenti che l’autore vuol trasmettere.
Non ambientazione perciò, il lago, ma parte essenziale del clima del romanzo.

Ambrogio Borsani
Eroi per un giorno
Guido Veneziani Editore