La Primavera di Verga

Non sono pochi i libri di Giovanni Verga che hanno generato interrogativi bibliografici di varia natura, anche se solo uno resta oggi ancora avvolto da un certo alone di mistero.
Già il suo voluminoso esordio in quattro volumi, I Carbonari della Montagna (1861-62), pubblicato a spese del padre e poi ripudiato, è rimasto quasi sconosciuto fino alla sua riedizione del 1975 (Vita e Pensiero, 1975, Fig. 1). Solo nel nuovo millennio la questione è stata chiarita in via definitiva, poiché, accanto alla copia conservata nella collezione Reggi al Centro Apice, due esemplari dell’opera sono stati proposti sui cataloghi della libreria Apax di Firenze nel 2000 e Coenobium di Asti nel 2009, e il manoscritto originale è stato ritrovato tra le carte di uno studioso verghiano nel 2013.

Fig. 1

Molto più lineare è invece la vicenda della seconda opera di Verga, Una Peccatrice (Torino, Augusto Federico Negro, 1866), anche se non mi risulta mai comparsa sul mercato antiquario. In questo caso aiuta il fatto che uno dei soli tre esemplari descritti dall’ICCU è stato interamente digitalizzato dalla Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele III di Napoli (Fig. 2).

Fig. 2

Le cose si complicano un po’ con un altro libro di Verga, pubblicato qualche anno dopo.

L’edizione di La Primavera, pubblicata dall’editore Brigola di Milano nel 1877 (Fig. 3), è un’edizione piuttosto nota e non certo rara. Il libro raccoglie sei novelle: cinque già pubblicate sui periodici «Strenna Italiana» e «L’Illustrazione Italiana», tra il 1874 e il 1876, e l’ultima, Nedda, apparsa nel 1874 sulla «Rivista Italiana di Scienze, Lettere ed Arti» e, contemporaneamente, nel volume edito da Brigola (Fig. 4).

 

Fig. 3
Fig. 4

Quella che invece oggi resta da definire è una presunta edizione precedente di sole cinque novelle, pubblicata nel 1876, sempre da Brigola, con il titolo La Primavera e Altri Racconti, che non comprenderebbe la novella Nedda.

L’esistenza di questo libro è stata oggetto di numerose discussioni nel corso degli anni. Il primo a citare questa ipotetica prima edizione è stato Attilio Pagliaini che, nel terzo volume del suo Catalogo Generale della Libreria Italiana (Associazione Tipografico-Libraria Italiana, 1905) la descrive come un volume il 16° di 220 pagine (le stesse, peraltro, dell’edizione 1877). L’indicazione viene poi ripresa nella Bibliografia Verghiana di Gino Raya (Roma, Ciranna, 1972, Fig. 5), che cita anche una recensione al volume apparsa sul «Corriere della Sera» del 20-21 dicembre 1876 a firma Sylvanus [Ugo Angelo Canello], e infine ripetuta da Carla Riccardi, curatrice dell’edizione Mondadori di Tutte le Novelle (1979), che, in due diverse occasioni, parla di un “preventivo autografo rinvenuto nel fondo Verga” che darebbe il volume pubblicato il 25 ottobre 1876, nonché “di una copia fotostatica” di questa edizione “depositata da Lina e Vito Perroni presso l’editore Mondadori“.

Fig. 5

Nonostante queste reiterate citazioni, negli anni successivi diversi filologi e studiosi di Verga hanno espresso dubbi e – più spesso – hanno escluso l’esistenza di questa edizione, che è stata volta per volta definita “irreperibile“, “traccia labile“, “sconosciuta a Verga e al suo editore” e addirittura, molto sbrigativamente, “invenzione moderna di Carla Riccardi“.

In tempi più recenti questi giudizi sono stati parzialmente corretti, e qualcuno ha proposto un’apparente soluzione alternativa.

La tesi più recente sostiene in sostanza che esista un’unica edizione intitolata semplicemente La Primavera, pubblicata nell’ottobre 1876, ancorché con data 1877. Una tesi che renderebbe compatibile la recensione di dicembre del «Corriere della Sera», per un libro uscito a ottobre, e che spiegherebbe la corrispondenza del numero di pagine descritta da Pagliaini con quelle dell’edizione 1877, ma che non scioglie definitivamente il dubbio – non solo mio – sul diverso titolo dell’edizione precedente e, soprattutto, sulla affermata presenza di cinque novelle anziché le sei dell’edizione successiva.

Un dubbio forse teorico, ma pur sempre un dubbio, destinato a risolversi solo se qualcuno troverà una traccia di questa edizione.

Lucio Gambetti

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