Il Cuore di Sinisgalli

In più di un’occasione, a chi mi chiedeva di indicare un unico titolo che, a mio giudizio, potesse essere definito il libro più raro del Novecento, mi è capitato di rispondere citando la raccolta di poesie Cuore, pubblicata dal diciannovenne Leonardo Sinisgalli, a proprie spese, nel 1927.

Pur essendomi occupato del libro in altre sedi, credo possa essere utile tornare sull’argomento, anche in considerazione di alcune novità sopraggiunte nel frattempo.

Fig.1
Fig. 2

Sono diversi i libri di Sinisgalli che attraggono il bibliofilo per qualche sua iniziativa estemporanea o per la loro originalità editoriale. Per citarne solo alcuni, le 18 poesie pubblicate nel 1936 da Scheiwiller (Figg. 1 e 2) che, in quella circostanza, coniò il fortunato marchio “All’Insegna del Pesce d’Oro”, poi celebrato nel 1960 con le 18 copie della ‘farfalla’ autoprodotta Omaggio a Giovanni Scheiwiller (Fig. 3), donata ai commensali in una cena per i settant’anni dell’editore; oppure i visionari Ritratti di macchine, pubblicati da Giò Ponti per le Edizioni di Via Letizia nel 1937 (Fig. 4), idealmente congiunti con la cartella di Franco Riva I Bambini e le Macchine (1956), contenente i disegni dei bambini di una scuola veronese e recentemente ricordata dalla Fondazione Sinisgalli (Fig. 5). Tutti libri piuttosto rari, ma non impossibili da reperire.

Fig. 3

Cuore invece sembra davvero un libro ‘introvabile’. Mai visto sui cataloghi è praticamente assente dai cataloghi del Sistema Bibliotecario Nazionale. L’unica copia censita dall’ICCU è infatti quella conservata dalla biblioteca della Fondazione Leonardo Sinisgalli, di Montemurro (PZ), che però è in fotocopia.

Sinisgalli ne ha parlato in diverse occasioni, raccontando di avere scritto le poesie da studente, di averle pubblicate a proprie spese presso una tipografia romana di San Lorenzo e di avere poi consentito ad Arnaldo Beccaria di vendere l’intera tiratura (probabilmente di 200 copie) al mercatino di Porta Portese, raccogliendo peraltro un significativo rifiuto (“Roba lirica nun la volemo“) da parte di un potenziale acquirente. Aggiungendo poi anche di avere perduto l’unica copia rimastagli e di averne recuperata fortuitamente un’altra in tempi successivi.

Fig. 4

Le novità su questo libro discendono dalla recentissima pubblicazione di Tutte le Poesie di Sinisgalli da Mondadori (Oscar Moderni Baobab, marzo 2020, Fig. 6), che raccoglie anche le poesie di questa raccolta giovanile. Nell’introduzione alla raccolta antologica, Franco Vitelli ci dà alcune informazioni aggiuntive su questo esordio, rifiutato dall’autore per molti anni e rivalutato solo negli anni settanta, per iniziativa di Edoardo Sanguineti che avrebbe voluto ripubblicare quei versi nell’ambito dei suoi studi sulla poesia crepuscolare.

Fig. 5

Secondo Sanguineti, l’autore, dopo un’iniziale titubanza, si era poi convinto a ristampare le poesie, anche se la sua morte improvvisa impedì la ristampa di quei versi.

Fig. 6

Oggi i diritti di quelle poesie sono stati acquisiti dalla Fondazione Sinisgalli, proprietaria della preziosa fotocopia del libro che, probabilmente, è stata una fonte della pubblicazione di Mondadori. Ma, del volume originale, continua a non trovarsi traccia, anche se qualche copia deve necessariamente essere sopravvissuta. Forse una di queste è sepolta nelle scatole della biblioteca personale di Sanguineti che – per ora – giace in deposito presso la Biblioteca Universitaria di Genova.

Resta la curiosità di sapere che fine hanno fatto le copie vendute a Porta Portese, ma stupisce anche che qualche esemplare, presumibilmente circolato tra gli amici di Sinisgalli, subito dopo la pubblicazione, non sia mai stato mostrato in qualche sede, almeno a mia conoscenza. Non mi dispiacerebbe poterlo almeno vedere.

Lucio Gambetti

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