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Introduzione

 

A 117 anni di distanza dalla sua prima uscita, non è più possibile confinare Dracula di Bram Stoker all’interno degli angusti confini che da sempre la critica gli ha riservato. Le “recinzioni” di comodo che via via gli sono state erette attorno e che negli anni hanno solo mutato nome, ma non significato, come “letteratura horror”, “letteratura d’evasione”, “narrativa popolare” e “letteratura di consumo”, sono ormai “scarpe strette”, e calzano malamente perché deve essere considerato come un vero e proprio fenomeno della letteratura di ogni tempo.

Né si può negare che il fenomeno Dracula, ossia il personaggio-icona che vive oggi di vita propria al di fuori di quelle pagine soffiate sull’argilla da suo padre irlandese, sia ormai una presenza radicata e inamovibile della cultura dei tempi moderni. Infatti, pur senza addentrarsi nell’ufficialità delle statistiche, è sufficiente consultare un indice dei titoli alla lettera “D” di un qualsiasi catalogo di opere letterarie o film, per rendersi conto che Dracula ha ispirato oltre duecento pellicole, più di mille romanzi, una saggistica pressoché sterminata, migliaia di opere teatrali, articoli, riviste, festival e ogni altro genere di speculazione culturale e mediatica in tutto il mondo e nella maggioranza delle lingue in uso.

L’opera vice la luce nel 1897, dopo una stesura e un lavoro di rifinitura durati sette anni, in un fin de siècle quanto mai fecondo, dove stavano germogliando i futuri archetipi del fantastico, destinati a influenzare tutto il secolo che stava aprendosi nelle sue multiple espressioni. Quindi, non solo in letteratura, ma anche nel cinema, nella televisione, nei fumetti. Includendo anche i videogiochi e le applicazioni 3D di ultima generazione. Per non parlare del teatro, della poesia, della pittura, della scultura, della musica e – definizione che potrebbe racchiudere tutte le categorie fin qui enumerate – dall’umano “libero pensiero”.

Quello stesso anno, H.G. Wells pubblicò L’uomo invisibile. Ma la cosiddetta letteratura d’evasione (anche se il termine è limitativo, come detto) vive autentici momenti di gloria, soprattutto grazie agli scrittori anglosassoni. Poco prima erano usciti Il ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde (1891), Lo strano caso del dotto Jekyll e del signor Hyde di Robert Louis Stevenson (1886), e di lì a poco sarebbe stata la volta de Il mastino dei Baskerville di Arthur Conan Doyle (1902). E la lista potrebbe continuare, senza scadere in importanza e popolarità degli esempi producibili, con icone ancora ben vive nell’imaginario della cultura moderna, a oltre un secolo dalla loro creazione.

Il presente saggio è un’indagine, quasi un’introduzione ragionata, alle prime edizioni di un libro che, in ben oltre un secolo di vita, ha venduto decine di milioni di copie in tutto il mondo. Un libro che è stato stampato in centinaia di edizioni diverse, tradotto nelle maggiori lingue e che pochi possono dire di non aver mai preso in mano, almeno una volta nella vita.

Di queste edizioni, come mio stile, come mia peculiare e irrinunciabile indole, mi sono divertito ad isolare e approfondire quelle che per prime hanno fatto la loro comparsa in vari paesi di riferimento del mondo cosiddetto “occidentale”. Con un occhio particolarmente favorevole alle cosiddette “mosche bianche”, alle rarità assolute, alle allusive edizioni fantasma che nessuno ha mai visto, ma che ogni cacciatore di libri insegue e ricerca per tutta una vita. E Dracula di Bram Stoker sembra aver assecondato in tutto questo mio gioco, lui stesso si è fatto trovare, per una volta ha esposto il suo tetro profilo alla luce senza sublimare in vapori diabolici. Tante sono le anomalie, le edizioni impossibili, improbabili, le storie curiose e avvincenti che si celano dietro alle innumerevoli stampe di questo romanzo che ha varcato ormai quel confine labile e impalpabile che separa realtà e finzione.

Ho cercato di parlarvene, di illustrarvele, di raccontare la storia di qualcuna di esse. Ho provato a regalare una suspense supplementare a quella che già regala il romanzo di Bram Stoker. Spero di essere riuscito a solleticare la vostra curiosità, per ulteriori approfondimenti. Spero di aver lasciato un seme.

Simone Berni

Alle radici di Dracula

Il personaggio storico del voivode Vlad III di Valacchia, detto Vlad Tepeș (Sighișoaranov/dic 1431 Bucarestnov/dic 1476/) era già ben conosciuto dagli studiosi, anche se poco era stato scritto, ancor meno dei suoi tre regni di Valacchia in venticinque anni, della fine ingloriosa che il destinò gli riservò ma soprattutto della sua proverbiale crudeltà, da cui l’appellativo di “Impalatore”. Tuttavia, fino al 1972, quando uscì In cerca di Dracula (In search of Dracula) degli storici Radu Florescu e Raymond McNally, nessuno aveva messo in parallelo o creato corrispondenze significative fra il condottiero originario della Valacchia e il personaggio del romanzo di Stoker. Perfino il dittatore romeno Nicolae Ceausescu, se da una parte ammirava e incensava il voivode Vlad Tepeș che considerava una sorta di padre fondatore del moderno Stato romeno, dall’altra detestava la figura di Dracula creata da Bram Stoker, infarcito, a suo dire, di dicerie e luoghi comuni che ponevano in luce negativa i suoi connazionali. Difatti, il libro non fu tradotto in romeno durante gli anni in cui il dittatore fu al potere, sia pur con un dubbio ben fondato, ma di questo ne parleremo più avanti (per saperlo leggere “L’edizione romena” del volume Dracula di Bram Stoker. Il mistero delle prime edizioni di Simone Berni, biblohaus, 2014).

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Copertina della prima edizione italiana dell’opera di Brahm (sic) Stoker, Dràcula: l’uomo della notte (Milano: Casa Editrice Sonzogno, 1922). Traduzione di Angelo Nessi. Non si tratta dell’edizione integrale. Fa parte della collana “I racconti misteriosi”, n. 12. La copertina (e l’errore sul nome dell’autore) sono praticamente gli stessi dell’edizione francese di due anni prima. Il tomo conta 196 pp.

 

L’edizione italiana

La prima edizione italiana in assoluto del libro di Bram Stoker è del 1922, quando la casa editrice Sonzogno di Milano pubblica Dràcula: l’uomo della notte, di Brahm (sic!) Stoker, per la traduzione di Angelo Nessi. Non si tratta dell’edizione integrale. Fa parte della collana “I racconti misteriosi”, n. 12. La copertina è praticamente la stessa dell’edizione francese di due anni prima.

Anche se per una buona parte della critica questo libro non può essere considerato come la vera prima edizione di Dracula, il suo valore oggettivo e la sua collocazione cronologica ne fanno un caposaldo inamovibile per l’Italia, anche perché precede di ben ventitré anni la prima uscita integrale.

La prima edizione integrale italiana di Dracula di Bram Stoker è del 1945, esce per conto dell’Editore Fratelli Bocca di Milano. Copertina color seppia con un pipistrello marrone rossastro in primo piano, all’interno di un rettangolo. Come ci spiegano amabilmente i proprietari della Libreria Rotondi di Roma, l’edizione risente naturalmente del periodo storico: la guerra, le difficoltà economiche nelle quali versavano anche gli editori, non ultima la difficoltà nei rifornimenti di carta e materie prime. Si tratta, perciò, di copie dall’aspetto fragile, un po’ sbiadite, spesso sovrainchiostrate. Ma che conservano inalterato tutto il loro fascino.

Un’altra edizione, dello stesso editore, apparve nel 1952, stessa traduzione. La copertina è a colori ed assai più vivace della precedente. Un colore di fondo grigio con in primo piano un’ala di pipistrello bianco con impresso in rosso il titolo (Dracula), e un secondo pipistrello nero che vola sullo sfondo.

La quarta edizione italiana è Dracula il vampiro (Milano, Longanesi&C., 1959). Fa parte della collana “I grandi successi in edizioni tascabili”.

 

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Copertina della prima edizione integrale italiana di “Dracula” di Bram Stoker (Milano: Fratelli Bocca, 1945). Tomo di VII-478 pagine, stampato dalla tipografia L. Memo. La traduzione dall’inglese è di Riccardo Selvi. Edizione povera, che risente del periodo bellico.

 

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Copertina della terza edizione italiana di “Dracula” di Bram Stoker (Milano: Fratelli Bocca 1952)

L’articolo è tratto da vari paragrafi presenti nel volume Dracula di Bram Stoker. Il mistero delle prime edizioni di Simone Berni, biblohaus, 2014.

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Simone Berni è l’autore del Blog “Cacciatore di Libri”: http://www.cacciatoredilibri.com/news/

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