Nel 1762 Londra era la città di Giorgio III, Oliver Goldsmith, David Garrick, Joshua Reynolds, Samuel Johnson.
Un giovane scozzese ventiduenne visse in quell’anno il suo primo soggiorno londinese.
Curioso di tutto, vivacissimo d’intelligenza, non solo partecipava alla vita del momento, ma ne scriveva. Ogni giorno raccontava a se stesso incontri, dialoghi, eventi, impressioni.

Il giovane scozzese si chiamava James Boswell.

Il suo Diario londinese non uscì mai, rimase nascosto per duecento anni, benchè la fama dell’ autore fosse cresciuta a dismisura a causa del suo libro più noto, La vita di Samuel Johnson.
Nel 1950 il testo ritrovato venne pubblicato.
Poche opere hanno tanto sapore di verità quanto questa.
Che scriva di un discorso del re alla camera dei Lords, del primo incontro con Johnson nella libreria dell’antiquario Davies o della notte d’amore con Luisa, attrice affascinante e pericolosa, Boswell non cela nulla.
Riesce a farci partecipi, quasi fossimo al suo fianco, dei fatti narrati,  resi straordinari dal carattere unico dell’interprete.

James Boswell
Diario londinese
Einaudi