Di un libro conto molto quando uscì, per chi ha tempo di guardare retrospettivamente e collocare. Per un po’ mi sono piacevolmente immerso nella lettura e nella visione delle fotografie, molto belle, di Dino Zoff, Io, portiere, Sei editore. Solo dopo un bel po’ mi sono accorto di una cosa a suo modo eccezionale e divertente assieme. Che il libro è “solo” del 1977, ottobre 1977. Doveva ancora succedere di tutto. Doveva ancora esserci il Mondiale d’Argentina del 1978 e soprattutto il Mundial spagnolo del 1982, di cui tutti conosciamo a memoria esito, storia e cronistoria. E altri anni di carriera, di stadi pieni e scudetti.

Mi sono dunque infilato in una lettura più precisa e puntuale con questa nuova consapevolezza, in particolare concentrandomi sul capitolo Azzurro, un bel colore, dove il giocatore-autore racconta del suo rapporto con la nazionale, nella prospettiva di quel momento, per l’appunto curiosa, vale a dire durante la fase di qualificazione ad Argentina 78 (evento di per sé complesso storicamente e ricco d’implicazioni).

Serio e compìto, ma anche franco e schietto, racconta la fatica di entrare nel giro, le panchine dietro Albertosi, i desideri e le speranze.

@Massimiliano Varnai

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