L’attacco di Moby Dick dice, grosso modo, che quando si sente che il posto dove stai non fa più per te, che la noia o altro stanno prendendo il sopravvento, la sola cosa è partire.

E a quanto pare Melville seguì personalmente questo consiglio anche nella stessa vita, non lo lasciò appannaggio solo dei suoi personaggi. Certo le sue condizioni sociali gli permisero i frequenti viaggi, ma va detto che non basta l’agio per partire, bisogna comunque volerlo. E poi è un piacere pensare che sia stato nei nostri posti, in Italia, che esista un Diario italiano, Opere Nuove 1964, a cura di Guido Botta, estratto dal Journal of a Visit to Europe and the Levant by Herman Melville, pubblicato nel 1955, del quale al momento in cui scrivo purtroppo non vi è copia disponibile in Maremagnum.

La prosa è quella breve frettolosa, ma ammaliata e ben disposta, che tutti abbiamo provato almeno un volta, quella di un taccuino di viaggio. Tutto è in qualche modo interessante, lontano da casa, rimarchevole, degno di nota.

Tra le altre cose, veniamo a sapere come si va da Venezia a Milano nel 1857: la ferrovia s’interrompe a Coccaglio, poi si va in diligenza fino a Treviglio. Poi Omnibus. Partenza ore 5.30, arrivo alle 19.30. Oppure che “l’aria di Roma è ipocondriaca”. Precedono il diario una cinquantina di pagine su Melville di Botta, molto gradevoli.

@Massimiliano Varnai

 

cerca il libro su https://www.maremagnum.com/ricerca/risultati?search%5Bkeyword%5D=herman+melville+diario+italiano

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *