Una guida fuori dall’ordinario a letture e vagabondaggi letterari è Arrigo Cajumi.

Cajumi è un modenese nato a Torino nel 1899, morto nel 1955. Durante la sua vita è stato uomo di studio, scrittore, direttore editoriale, amministratore di società. Oltre al lavoro amava i libri e vi trovava risposte alle molte domande che si poneva e, soprattutto, grandi godimenti.
Non era di carattere facile, era indipendente e libero, tanto libero che fece sempre strada da solo, con idee molto ferme, senza aderire a conventicole o fazioni.

 

Ha scritto diversi libri. Quello che propongo si intitola Pensieri di un libertino, dove ‘libertino’ va inteso in senso filosofico – uomo libero nel pensiero e nell’azione – non certo nella pratica di costume. E’ un’opera su ‘uomini e libri’, scritta tra il 1935 e il 45, dieci anni di ritiro dalla vita attiva per antifascismo. Sono opinioni, appunti, racconti di situazioni vere o espressioni di modi di sentire. Sempre sinceri, spesso bruschi e anticonformisti.

 

Cajumi non è mai critico letterato e teorico, è un grande suscitatore di interessi, un compagno di lettura da cui si può anche dissentire, qua e là, ma difficile da abbandonare una volta conosciuto.

 

Arrigo Cajumi, Pensieri di un libertino, Einaudi Torino, 1970.