Tony Laudadio si conferma narratore formidabile in questo romanzo che richiama lontanamente le atmosfere Kafkiane de ‘La Metamorfosi’. E lo fa disgiuntamente, attraverso una forte metafora, con gli scarafaggi che convivono in casa del protagonista e che richiamano il mondo fuori, di una Napoli dove regna il malaffare organizzato. Di converso, la trasformazione dell’avvocato Giustino Salvato è tutta interiore e, nelle vicende che lo portano alla trasformazione, scorre sempre un sottile velo di ironia che permea i personaggi, le loro manie ed i loro mondi, per esaltarne caricaturalmente le contrastanti peculiarità. Ironia che, nel beffeggiare soggetti e regole di quelle organizzazioni criminali, di converso non ne ridicolizza il fenomeno, con il risultato che ne deriva una seria ed interessante analisi sociale.
Nella sua trasformazione, Giustino Salvato – che nel nome racchiude la sua morbosa affezione per la giustizia e la legalità (oltre che professionale, anche spiccatamente e esagitatamente valoriale) e nel cognome il presagio delle sue sorti – da strenuo difensore della Legge muta progressivamente in un illusionista e giostraio di regole e procedure, con la “sacrosanta” giustificazione che in guerra le regole possono anche essere mitigate e canalizzate verso lo scopo finale che è appunto quello di vincerla la guerra. In questi suoi conflitti quotidiani – interiori e contro il mondo – Giustino è supportato dalla sua famiglia che ne costituisce anche essenziale argine. Da una parte c’è la sorella ed il piccolo nipote che diventa suo specchio morale. Dall’altra il padre, con il quale vicendevolmente scambia e diluisce il suo cinismo, cimentandosi in piacevolissime conversazioni filosofiche ed esistenziali, alimentate anche da un epistolario-memoria dal quale puntualmente Giustino attinge spunti e capisaldi per lo scorrere della storia, costituendo questi esilaranti piazzole di sosta per il lettore. Trova spazio anche un tocco di romantica malinconia, nel ritorno della sua prima fiamma in gioventù, Giorgia, che darà impulso ed energia alla trasformazione di Giustino ed alla rocambolesca evoluzione delle vicende.
E’ un bel romanzo fortemente intriso di coscienza e una continua ricerca di consapevolezze, che culmina in un finale a sorpresa e che giallo lo diventa progressivamente, partendo da un racconto fresco e vivace,ricco di un linguaggio immediato, moderno ed accattivante che ben rispecchia le quotidianità e le inquietudini, metropolitane ed interiori.

 

Recensione a cura di: Vincenzo Zoda
Autore: Tony Laudadio
Editore: Bompiani

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *