C’era una volta… il Libro Antico e Raro!


A C’era una volta… Il Libro – X ed. 19/20 Febbraio 2022 – Cesena anche libri antichi e rari dal XV sec. in avanti. Ecco le anticipazioni

Le anteprime di Giuseppe Solmi Studio bibliografico, Ozzano dell’Emilia BO

Libro d’ore all’uso di Roma, Parigi inizio XVI sec.
Stampato su pergamena e miniato, con 12 miniature grandi e 24 piccole, tutte le pagine con bordura.


Le anteprime di Hermes Rare Books, Ginevra CH

 

Leandro ALBERTI (Bologna, 1479-1562)

DESCRITTIONE DI TUTTA ITALIA…NELLA QUALE SI CONTIENE IL SITO DI ESSA, L’ORIGINE, & LE SIGNORIE DELLA CITTA’ & DELLE CASTELLA, CO I NOMI ANTICHI ET MODERNI, I COSTUMI DE POPOLI, LE CONDICIONI DE PAESI…ET PIU’ GLI HUOMINI FAMOSI CHE L’HANNO ILLUSTRATA, I MONTI, I LAGHI, I FIUMI, LE FONTANE, I BAGNI, LE MINERE, CON TUTTE L’OPRE MARAVIGLIOSE IN LEI DALLA NATURA PRODOTTI.

Bologna, per Anselmo Giaccarelli, 1550

La Descrittione di tutta Italia, pubblicata a Bologna nel 1550 è l’opera più importante del domenicano bolognese Leandro Alberti, teologo, filosofo, umanista, storico ed infine inquisitore.

Dedicata ad Enrico II di Francia e Caterina de’ Medici si ispira al modello dell’Italia Illustrata di Flavio Biondo, da cui si differenzia per l’uso accurato delle fonti e per una migliore chiarezza di esposizione, oltre che per il fatto che è soprattutto frutto delle esperienze dirette dell’autore acquisite nei suoi numerosi viaggi attraverso la penisola.

L’importante guida storica, artistica e geografica dell’Italia di Alberti divenne un vero e proprio bestseller, letto e consultato fino alla fine del XVIII secolo da molti viaggiatori durante il Grand Tour. Nell’edizione del 1568 furono aggiunte sette mappe delle isole. La copia presentata è rilegata in vitello settecentesco con armi nobiliari ai piatti.


Girolamo MERCURIALE (Forli’ 1530-1606)
DE ARTE GIMNASTICA LIBRI SEX… SECUNDA EDITIONE AUCTI & MULTI FIGURIS ORNATI. Venezia, presso i Giunta, 1573

De arte gymnastica, illustrato con ventiquattro xilografie tratte da disegni di Pirro Ligorio, è l’opera più nota e più originale del medico forlivese Girolamo Mercuriale, frutto di quasi sette anni di studi e di ricerche. L’opera è il primo trattato completo di ginnastica medica, nel quale la ginnastica degli antichi è collegata con quella moderna, di cui il M. è il vero precursore.

La ginnastica è esaminata dal punto di vista sia storico, sia medico propriamente detto, sia più generalmente igienico. Sono rievocati gli esercizi di agilità, di forza e di destrezza in uso presso gli antichi greci e romani; sono presentati i vari esercizi ginnici e il modo di eseguirli, affinché possano riuscire di utilità per la salute; sono discussi gli effetti che essi producono, sia sull’individuo sano sia su quello malato. Il M. avvalora la ginnastica quale mezzo terapeutico. Trattando del pugilato, della lotta, del nuoto, del ballo, del sollevamento pesi, del lancio del disco, dei giochi con la palla e dell’arte di scalare, oltreché di di balneoterapia e di idrologia medica affronta in modo sistematico tutti gli aspetti dell’attività motoria e fornisce precise indicazioni su come utilizzare gli esercizi ginnici per prevenire e curare alcune patologie.

Mercuriale studio’ a Venezia e Padova con i celebri dottori Falloppia e Trincavella per poi divernire ordinario dello stesso Studio dopo gli anni al servizio del cardinal Alessandro Farnese e gli apprezzati servigi presso l’imperatore Massimiliano II cui l’opera è dedicata. La copia presentata è la prima edizione illustrata, in legatura coeva.


 

TRATTATO DI GEOGRAFIA DEL MONDO CONOSCIUTO
Italia, ca. 1760

Trattato manoscritto completo sulla geografia fisica, politica e religiosa dell’Europa, dell’Asia, dell’Africa e delle Americhe, databile attraverso la menzione della battaglia di Minorca del 1756 ma senza riferimenti ai viaggi dell’Australasia e di Cook. L’autore si occupa di tecniche per l’utilizzo delle mappe, oltre a descrivere i globi terrestri e celesti con riferimento all’Usage des globes di Bion. La Cina è descritta come una “vastissima Regione”, mentre la sezione sulle Americhe si apre con la menzione di Vespucci e Colombo prima di discutere di commercio di cacao, tabacco e metalli preziosi, “la Nuova Francia, l’America Inglese, la Florida, il vecchio e nuovo Messico e la California”. Una breve sezione tratta “una parte del mondo poco o nulla conosciuto”, le regioni polari.
In-4to (225 x 185mm.), manoscritto di 320 pagine in italiano (poche pagine di altra mano di versi francesi alla fine), alcune correzioni, tabella intitolata ‘Tavola de climi’, vitello contemporaneo, cerniera superiore e cuffia superiore riparate.


Leonardo da VINCI, Leon Battista ALBERTI
TRATTATO DELLA PITTURA di Lionardo da Vinci. DELLA PITTURA. DELLA STATUA. Leon Battista Alberti.
Parigi, appresso Giacomo Langlois, 1651

Prima edizione del Trattato della Pittura, raccolta postuma realizzata intorno al 1540 dall’allievo di Leonardo, Francesco Melzi, sulla base di parte delle carte ereditate dal Maestro e circolata in copie manoscritte fino alla pubblicazione del 1651.
Pubblicata nello stesso anno in francese dallo stesso studioso e bibliofilo francese Raphael Trichet Du Fresne (1611-1661) senza le opere dell’Alberti è considerato uno dei più influenti trattati rinascimentali sull’arte nonché un tentativo di studiare scientificamente le leggi che sottengono la pittura, e dunque i colori, le espressioni umane e i movimenti del corpo, le proporzioni.
L’imponente ed illustratissima edizione in folio contiene anche le biografie di entrambi gli artisti e un indice di opere sulla pittura e sul disegno, che si distingue come la prima bibliografia d’arte annotata pubblicata a stampa.
Due parti in un volume folio (378×261 mm), [18] p., 112 p., [32] p., 62 p. Ritratti su rame di Leonardo da Vinci e Leon Battista Alberti, numerose incisioni nel testo, iniziali istoriate. Restauri ottocenteschi ai margini di quasi tutte le carte, mezza pergamena del XIX secolo con piatti cartonati. Difetti al dorso.


Album fotografico di personalità del Risorgimento e dell’Europa del 1860. Verona-Venezia, ca. 1860-1865

Eccezionale album di 50 ritratti fotografici di regnanti, personalità politiche e militari italiane ed europee databile al 1860-1865. Mentre a metà ‘800 il ritratto fotografico è già pratica diffusa il parigino Adolphe Eugène Disderi mette a punto un sistema di fotografia multipla con quattro obiettivi che permette di ottenere otto esposizioni diverse, quattro per ogni lastra. Ogni immagine viene montata su un cartoncino: ecco la carte de visite, ad un costo ridotto rispetto al ritratto fotografico tradizionale. Le cartes de visite hanno un grande successo che coinvolge tutti i ceti sociali. Ci si fa fotografare e si collezionano i ritratti di personaggi della politica, della cultura, dell’attualità. Nel nostro esemplare sono presenti i protagonisti del Risorgimento italiano a partire da Vittorio Emanuele II, Cavour, Garibaldi e Mazzini, poi irredentisti, ministri e senatori del neonato Regno d’Italia precedono i ritratti di Napoleone III, del Granduca di Toscana e della Duchessa di Parma, dell’imperatrice Sissi, di Palmerston e della Regina Vittoria.
Di particolare rarità la fotografia di Garibaldi scattata del fotografo francese Gustave Le Gray sbarcato a Palermo assieme ad Alexandre Dumas per seguire le prime fasi della Spedizione dei Mille. La foto servì allo Stato Borbonico come foto segnaletica per la ricerca di Garibaldi. Anche la foto di Napoleone III e della imperatrice di Francia rivestono notevole interesse in quanto primi esempi di carte de visite prodotti dallo studio di Disderi e che resero famoso lui ed il nuovo formato. Particolarmente rari sono anche i ritratti fotografici di generali garibaldini come Stefano Türr, Medici e Menotti Garibaldi. Le fotografie identificate provengono da studi di Firenze, Torino, Napoli, Londra e Parigi e sono documentate attorno agli anni 1860-1865.
In-8vo, 50 fotografie ritratto all’albumina formato carte-de-visite (cm. 10.5×6) montate su altrettanti supporti cartonati, nomi manoscritti a piè di ciascun ritratto; pelle coeva impressa a secco su cartone, tagli oro, chiusura metallica in ottone, dorso restaurato.

Le anteprime di Fabrizio Pazzaglia, Urbino

Lucas Kilian (1579-1637)
“Ritratto di Albrecht Durer” 1608
Bulino, mm 255×196. Stato: I/IV

Eccellente prova in uno stato ante litteram, avanti le iscrizioni nel dorso del libro che Durer tiene in mano […]
L’assenza del testo nel libro ci pone di fronte a una prova non segnalata dai repertori, dunque antecedente al primo stato ante litteram, probabilmente stampato quando ancora non erano presenti le tablette sopra e sotto. Un unicum di grande interesse collezionistico, non presente nei database dei musei consultati.
L’esemplare è stampato su carta vergellata avente filigrana “Stemma di Ausburg” databile ai primi del ‘600.

L’incisione è diventata una delle rappresentazioni più note di Dürer. Fu incisa da Kilian da un lavoro di Johann Rottenhammer che ritraeva il dipinto di Dürer La festa delle ghirlande di rose del 1506 che fu commissionato dai mercanti tedeschi della Confraternita del Rosario per la chiesa di San Bartolommeo a Venezia. Dürer si è raffigurato nel quadro devozionale della Vergine col Bambino a destra.

La copia dipinta della Festa delle ghirlande di rose era nota nel XIX secolo per essere nella collezione della famiglia Grimani a Venezia, ma oggi risulta distrutta. Potrebbe essere stata commissionata per sostituire l’originale pala d’altare di Dürer nella chiesa di San Bartolomeo che fu acquistata dall’imperatore Rodolfo II nel 1606 e, secondo il rapporto di Sandrart, avvolta in cotone e tappeti e trasportata da quattro uomini forti attraverso le Alpi a Praga.


Hendrick Goltzius (1558-1617)
“La Vergine con San Giovanni Battista” 1593
Bulino, mm 475X353. Stato: III/V
Soggetto facente parte di una serie di sei bulini dedicati alla vita della Vergine.

Goltzius dimostra tutto il suo virtuosismo grazie a un segno morbido e sinuoso capace di restituire la morbidezza delle carni e degli abiti, fino all’esplosione di virtuosismo nella vegetazione e nel vaso in basso a sinistra.
La serie della vita della Vergine è composta di sei incisioni ispirate, nel segno e nella composizione ai grandi maestri dell’epoca. Questo foglio trae spunto da Barocci. Altri passi della serie ricordano i lavori di Luca Di Leida, Bassano, Parmigianino, Durer.


REMBRANDT HARMENSZOON VAN RIJN (1606-1669)
LA VERGINE CHE SCHIACCIA IL SERPENTE 1654
Acquaforte, mm 95 x 145. Stato: III/IV

Bellissima prova di questo soggetto dedicato all’infanzia di Gesù. Proprio in questi anni il tema ritorna in altre incisioni. La Vergine è seduta sul pavimento e sta cullando il Bambino. La scena è concepita in un interno domestico davanti a una finestra. Si notano un gatto a sinistra, un serpente (simbolo del male e del peccato originale) schiacciato dai piedi della Vergine. Dalla finestra fa capolino Giuseppe che guarda dentro. La scena è calata in un ambiente contemporaneo all’artista con un camino in primo piano a destra, una cassapanca di biancheria aperta. La Madonna non appare nella sua aurea celestiale come regina dei cieli, ma l’artista ne restituisce il carattere umano. Il modello della vergine con il bambino è ispirato a una incisione di Andrea Mantegna, da cui deriva l’attenzione per l’abbraccio tra madre e figlio, scena di grande intimità. Giuseppe rimane all’esterno, dietro un vetro, elemento che evoca la verginità della Madonna.

La prova è nel terzo stato di quattro, dopo l’aggiunta di due punti nell’angolo in basso a destra, con l’ombreggiatura delle macchie bianche lungo il bordo in alto a destra e nell’angolo in alto a sinistra. I due punti, scoperti per la prima volta da Krzysztof Kruzel, furono applicati su ventinove lastre di rame poco dopo la morte di Rembrandt da un proprietario sconosciuto. Le impronte stampate dalle lastre con i due punti, dette «impressioni punteggiate» da E. Hinterding, e risalgono al 1680-1700 circa. La prova è antecedente alle pesanti modifiche apportate da Basan.

Foglio completo di margini oltre l’impronta del rame, stampato su bella carta vergellata e in ottimo stato di conservazione.

New Hollstein (Dutch & Flemish) / The New Hollstein: Dutch and Flemish etchings, engravings and woodcuts 1450-1700 (278)


Le anteprime di Libreria Antiquaria Sacchi, Firenze

LA BREVE ESPERIENZA DELLA REPUBBLICA BERGAMASCA (Marzo-Luglio 1797)
Bergamo, Mantova, Brescia, 1797
Serie di 3 trompe-l’oeil
Misura: cm. 90×66 in cornice ciascuna; cm. 78×55 il telaio.

Trompe-l’oeil con fondo di finte tavole eseguite all’acquarello e con l’applicazione di acqueforti satiriche, con temi legati alla caduta dell’Ancien Regime, al breve periodo della neonata Repubblica di Bergamo del 1797, alle conquiste italiane di Mantova e Brescia da parte delle truppe del giovane Napoleone e proclami repubblicani.

In cornici coeve in legno di ciliegio con modanature in lamina di ottone e vetro soffiato. Molto Rare.

Riferimenti bibliografici: Cfr. Arrigoni-Bertarelli, pag. 127/28/29/30.

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