Ci sono coincidenze, se sono coincidenze, che colpiscono.
250 anni fa, un autore che aveva superato i suoi 50 anni, pubblicò un racconto che i contemporanei (Grimm ‘Gazette littéraire’) accolsero con molta condiscendenza ("Non bisogna giudicare severamente questo libro, non sosterrebbe una critica seria").

L’autore era Voltaire, il titolo Candide ou l’optimisme.

Il 1759 fu un anno felice per Voltaire, i suoi ‘contes’ avevano successo, la sua fama si affermava, ma Candide portò la riuscita a livelli altissimi, venti edizioni di seguito.
La data è da ricordare non solo per il gusto delle ricorrenze. Particolare è la straordinaria attualità del racconto e del suo significato.
Le catastrofi che occorrono al giovane Candido portano a una conclusione che val la pena di essere citata : "Credete voi, disse Martino, che gli sparvieri abbiano sempre mangiato i piccioni, quando li trovavano ? Certo, senza dubbio – disse Candido-. Ebbene, disse Martino, se gli sparvieri hanno avuto sempre lo stesso carattere, perchè volete che gli uomini cambino il loro?".
Dopo 250 anni l’idea non ha perso nulla della sua forza.

Voltaire
Candido
Mondadori