Alberto Bacchi della Lega (1848-1924), faentino, bibliotecario, amico e segretario di Carducci visse di libri e natura. In natura privilegiò l’ornitologia, coltivandola da studioso e da cacciatore. Dell’ornitologo aveva il gusto delle osservazioni e delle annotazioni prese sul campo, oltre a una vastissima conoscenza scientifica. Da cacciatore, si immedesimava nelle abitudini delle sue prede, che lui chiamava ‘costumi’, e  conservava ricordo di giornate meravigliose, vissute nei boschi di pianura e montagna.

Caccie e costumi degli uccelli silvani però, è soprattutto l’opera di un poeta : cacciatore, naturalista e poeta. Non sembrino inconciliabili queste caratteristiche, sono invece causa una dell’altra. Bacchi della Lega visse  un mondo, ricco di spazi e di offerte, in cui natura e vita erano totalmente legate. Si cacciava e, dopo caccia, si raccontava di memorabili bottini e, a tavola, erano festini altrettanto memorabili.
Scrivendo di nidi, voli e canti, amabilissimamente,  Bacchi della Lega ci riporta in quell’epoca felice.

 

Alberto Bacchi della Lega
Caccie e costumi degli uccelli silvani
Rizzoli