Bibliofilo è un amante di libri, bibliomane è un maniaco, bibliofolle è Giampiero Mughini. Così almeno si definisce lui stesso, con civetteria e provocazione, seguendo il suo costume abituale. Con le sue passioni, Mughini gioca e provoca  in modo ragionato e consapevolissimo, in un ciclo che assomiglia a quello dell’azoto, tanto è preciso e virtuoso. Mughini si autoriproduce, così come per generare il gas si adoperano i batteri, usando giornalismo, Juventus e, più di ogni altra cosa, le prime edizioni del ‘900.

L’ ultimo libro suo, La collezione, sottotitolo Un bibliofolle racconta i più bei libri italiani del Novecento, lo dimostra.

E’ confessione di una mania che non è meno assoluta per il fatto di essere conscia. Molto ben narrato è il percorso, quasi vizioso, che viene seguito per il possesso dei libri desiderati, raccontato con sincerità, ma non con ironia, perchè non ci si prende gioco delle proprie nevrosi.
Assieme all’ analisi vi sono i libri e la storia delle edizioni. Benissimo informato, mai pedante, l’autore ci porta in un brillante viaggio intorno ai testi che è, allo stesso tempo, un racconto del costume letterario italiano del secolo scorso.

 

Giampiero Mughini
La collezione
Einaudi editore, 2009