"Questo libro è un libro discorsivo, un entretenimiento" diceva  Savinio del suo Ascolto il tuo cuore città.
La città è Milano.
In testa al primo capitolo è un proverbio milanese: "Guardel ben, guardel tütt / l’omm senza danée come l’è brütt".
Forse dovrei tradurlo, ma mi arrischio a non farlo. Troppo efficace il suono e troppo aderente alla milanesità il significato, per tradire l’originale.
Pubblicato nel 1944 in una bellissima edizione Bompiani, il libro contiene 19 capitoli uno più gustoso dell’altro.
Prendete quello che ha titolo ‘Fallatajà’.
Lo deve al  soprannome del milanese filosofo pazzo Gregorio Pezzoli, che, capigliatura alla nazzarena, completo da direttore di circo e panciotto ‘millerighe’, girava per Milano coi ragazzini dietro, urlanti  ‘fallatajà’ (‘falla tagliare’).
Da Pezzoli si passa a Le sottisier di Voltaire, a Meneghino personaggio del Maggi e ai suoi nomi di cibi  Mortadell di Tri scagn o Busecca della Goebba, a Foscolo che chiamava la citta Paneropoli (di panna), a Rossini, all’ Osteria della Cazzeula di Goldoni, e via crescendo: fuochi d’artificio dell’intelligenza.
Pochi entretenimientos come questo, oggigiorno.

Alberto Savinio
Ascolto il tuo cuore città
Adelphi