In questo persistente clima umido e freddo sento la necessità di calore e allegria. Oltretutto le vicende attuali fanno il paio con quelle metereologiche, solo più invischiate e mediocri : il brutto può essere geniale, però se squallido, è ancora più deprimente; così come il vizio vuole avere un colpo d’ala nella fantasia e nell’ inaspettato.

Allora leggo l’Orlando Furioso. E in particolare il canto XXVIII°.

Credo che mai, a scuola, facciano leggere le vicende amorose (!) di Astolfo, Giocondo e Fiammetta.
Come se il sesso non fosse parte preponderante della letteratura. Ma sesso vitale, liberatorio e soprattutto raccontato in modo meraviglioso.
Nessuna pruriginosità mi spinge, piuttosto il desiderio d’uscir fuori dalle meschinità tristissime che traspaiono d’ogni parte.
Se la scuola fosse più libera non si abbandonerebbero i libri dopo gli studi e si preserverebbero rifugi sopraffini al freddo e alla malinconia.

Ludovico Ariosto
Orlando Furioso
Feltrinelli