Sessantasei anni fa usciva  un’opera di storia e sociologia di un autore triestino, Fabio Cusin. Portava un titolo insolito e provocatorio, Antistoria d’Italia.
Cusin, nella prima parte del libro, analizzava sintetizzando la storia d’Italia dai Romani al XX secolo. Nella seconda ha spiegato le origini e seguito lo sviluppo del periodo fascista, fino alla caduta.
La tesi esposta è che la storia del nostro paese è dovuta alla natura della popolazione, o delle popolazioni, occupanti il territorio. Il punto di vista dell’autore è quanto più pessimista si può desiderare: popolo egoista, individualista, incapace di convivere senza faide e ruberie, sempre sottomesso a oligarchie della sua stessa specie.
Lettura da un lato deprimente, dall’altro rivelatrice di molte verità di solito nascoste o falsate.
I nostri tempi, purtroppo, sembrano corroborare la tesi dell’autore.

Fabio Cusin
Antistoria d’Italia
Mondadori